L’arte in bianco e nero: la vera paura è quella di perdere il potere

In giro molta tristezza, quella di chi si lamenta ma non ha che fortuna, almeno quella materiale

L’arte in bianco e nero. Vedo solo tristezza, gente che si lamenta e non ha che fortuna, almeno quella materiale. O almeno crede di averla. Personaggi avulsi dalla vita reale, con una faccia di bronzo tale da far spregio all’intelligenza altrui. Senza pudore. Rimane, ad un veloce sguardo la sensazione di autocompiacimento. LORO, immersi nell’attività molto “particolare” di mostrare passione politica o di servizio civile. Che si traduce in paura individuale del proprio domani e del perdere lo status quo. Casi umani? Spesso. Ma anche uomini e donne che hanno attraversato tutte le ultime stagioni a combattersi o, meglio battagliare. Alleati per perpetuare un tenore di vita? Molto probabile, con un concetto molto personale di impegno civile. Gli altri, fuori dal coro rimangono solo ed assolutamente casi animali o inumani, da utilizzare a discrezione. Almeno credono, non percependo che il gioco è scoperto: non si può giustificare tutto ed il contrario di tutto. Chi scrive è un granello di sabbia fra una, due, tre …cento generazioni che hanno perso. Invero casi di valore ed eccelsi esistono, rannicchiati dalla forza del potere per il potere che schiaccia. Non cedere sarebbe importante come avere la forza di resistere. Di giustizia sociale e di uguaglianza, per non parlare dell’apparente libertà che viviamo, si sono perse le tracce. Cosi’ è, se vi pare. E per ora, del futur nessuna certezza.


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