L’annuncio di Lopez (fino al 2019) di notte per scaramanzia: nel Cagliari succede

Giulini ha fatto una scelta politica ed economica, non tecnica, dandola vinta a una parte dello spogliatoio che non voleva Rastelli. Ma il 17 non era il giorno buono per ufficializzarla e così si è atteso oltre la mezzanotte. Conti e Fini candidati a rilevare Legrottaglie e Dario Rossi

di Nanni Boi

Se bastassero le partite che hanno messo insieme il Cagliari sarebbe a cavallo. Giulini alla fine ha fatto la scelta più conveniente sotto il profilo politico ed economico, su quello tecnico si vedrà: niente Oddo, troppo rischioso, niente allenatori dall’ingaggio pesante, niente staff nuovi. Via Rastelli, Legrottaglie e Rossi (Dario non Giovanni), ecco Lopez (contratto fino al 2019) alla guida  della squadra e Conti che entra nello staff con Fini (per entrambi si attende la conferma). 314 partite da giocatore il primo e 434 il secondo. Entrambi per anni capitani. Una scelta dettata da due motivazioni: conoscono bene l’ambiente e soprattutto lo spogliatoio, sono amati dai tifosi e costano poco. Il presidente  Giulini  dopo essersi infilato in una situazione intricatissima (la conferma di Rastelli in estate quando il ciclo era ormai finito, l’esonero adesso), ha saputo uscirne nella maniera più indolore anche se l’ha data vinta a quella parte di spogliatoio che non voleva più saperne di Rastelli. Evidentemente ancora covava sotto la cenere quello che era successo l’anno scorso (ricordate quelle vergognose goleade?) prima che la società prendesse posizione rinsaldando il tecnico. E in tal senso va interpretata anche la partenza di Borriello, che in quella polveriera non voleva saperne di rimanere.

Certo, alla fine quello che conterà sarà il campo, e se i risultati non verranno saremo punto e a capo, ma questo è il destino di tutti gli allenatori. Il patentino per la serie A ce l’ha Diego Lopez, che nella massima divisione ha guidato i rossoblù prima come secondo di Pulga, poi per 32 partite nel 2013-14 (31 punti con 7 vittorie, 10 pareggi e 15 sconfitte) e l’anno scorso per un breve periodo il Palermo (10 partite e 8 punti). A onor del vero non è un gran curriculum. Conti poco dopo aver smesso di giocare era tornato in società  nel settore giovanile. Tornato si fa per dire, in realtà non era mai andato via anche perché nelle giovanili ci giocavano e ci giocano i due figli. Così come nella Primavera gioca il figlio di Fini, tutti e tre i ragazzi molto promettenti.

Giulini, scaramantico come Cellino, non ha dato l’annuncio ufficiale perché non voleva farlo di 17 e quindi ha atteso alle 12,10. Iachini e Oddo, sentiti dal presidente prima di Lopez, ancora speravano in una chiamata, ma a notte fonda hanno saputo che in Sardegna non verranno se non per le vacanze. L’uruguaiano è atteso da un debutto proibitivo all’Olimpico contro la Lazio di Inzaghi che giusto qualche giorno fa ha fatto perdere una lunga imbattibilità casalinga alla Juventus. Ma il vero battesimo del fuoco sarà tre giorni dopo in casa contro il Benevento. Una partita che non si potrà sbagliare. Il vecchio capitano dovrà smussare il malcontento di qualche giocatore, sistemare le molte smagliature viste in campo, liberare Farias dall’assillo del gol facendolo giocare al servizio della squadra. E soprattutto dovrà chiedere quella lealtà che deve essere alla base di ogni rapporto giocatori allenatore. In quanto a Rastelli, Legrottaglie e Dario Rossi, mai dire mai. Magari fra qualche anno ci si rivede su questi schermi. Al di là dei risultati che sono arrivati, al di là del gioco che spesso non è piaciuto, il Cagliari rinuncia a tre persone serie che lasciano un bel ricordo per la loro signorilità. E quindi non può che ringraziarle.


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