La Sardegna continua a bruciare e a mietere vittime: “Basta con questa devastazione, si potrebbe adottare “una rete di vigilanza organizzata come forte deterrente nei confronti degli incendiari”. Fioccano le riflessioni sulla piaga che da decenni distrugge territori e provoca vittime innocenti: le considerazioni di Giorgio Zucca, sindaco di Sardara.
“Gli incendi che, ancora una volta, stanno devastando la Sardegna impongono una seria riflessione politica e istituzionale. Mentre numerosi colleghi sindaci si trovano a combattere un’emergenza che distrugge il nostro patrimonio ambientale, mette in ginocchio le attività produttive e, nei casi più drammatici, provoca la morte di animali e di persone, non possiamo limitarci alla sola gestione dell’emergenza.
È legittimo chiedersi perché sia stato smantellato il sistema di telecontrollo del territorio sardo, un’infrastruttura tecnologica che rappresentava un investimento strategico per la prevenzione e il monitoraggio del nostro patrimonio ambientale”.
Prevenzione, per Zucca, sarebbe l’arma contro gli incendi. “Una scelta che merita di essere spiegata ai cittadini.
La lotta agli incendi non può essere affidata esclusivamente al coraggio e alla professionalità di chi interviene quando le fiamme sono già divampate. Occorre un cambio di paradigma: investire nella prevenzione, nell’innovazione e nel controllo costante del territorio.
La tecnologia, da sola, non basta. Ma integrata con una presenza capillare dell’uomo può fare la differenza. Per questo ritengo indispensabile mettere in rete tutte le risorse disponibili: Corpo Forestale, Protezione Civile, compagnie barracellari, volontari ed Esercito, laddove consentito e nell’ambito delle competenze previste, affinché possano concorrere a un presidio efficace del territorio, supportati da un moderno sistema di telecontrollo.
Una rete di vigilanza organizzata rappresenterebbe un forte deterrente nei confronti degli incendiari e di chi continua a deturpare la nostra terra con l’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Prevenire significa proteggere il territorio, salvaguardare vite umane, difendere l’economia delle nostre comunità e ridurre gli enormi costi che ogni estate gravano sulla collettività.
La Sardegna non ha bisogno di indignazione solo quando il fuoco divampa. Ha bisogno di una visione, di scelte coraggiose e di una strategia permanente di prevenzione. La politica ha il dovere di assumersi questa responsabilità e di restituire ai cittadini strumenti efficaci per difendere il bene più prezioso che abbiamo: la nostra terra”., si potrebbe adottare “una rete di vigilanza organizzata come forte deterrente nei confronti degli incendiari”. Fioccano le riflessioni sulla piaga che da decenni distrugge territori e provoca vittime innocenti: le considerazioni di Giorgio Zucca, sindaco di Sardara.
“Gli incendi che, ancora una volta, stanno devastando la Sardegna impongono una seria riflessione politica e istituzionale. Mentre numerosi colleghi sindaci si trovano a combattere un’emergenza che distrugge il nostro patrimonio ambientale, mette in ginocchio le attività produttive e, nei casi più drammatici, provoca la morte di animali e di persone, non possiamo limitarci alla sola gestione dell’emergenza.
È legittimo chiedersi perché sia stato smantellato il sistema di telecontrollo del territorio sardo, un’infrastruttura tecnologica che rappresentava un investimento strategico per la prevenzione e il monitoraggio del nostro patrimonio ambientale”.
Prevenzione, per Zucca, sarebbe l’arma contro gli incendi. “Una scelta che merita di essere spiegata ai cittadini.
La lotta agli incendi non può essere affidata esclusivamente al coraggio e alla professionalità di chi interviene quando le fiamme sono già divampate. Occorre un cambio di paradigma: investire nella prevenzione, nell’innovazione e nel controllo costante del territorio.
La tecnologia, da sola, non basta. Ma integrata con una presenza capillare dell’uomo può fare la differenza. Per questo ritengo indispensabile mettere in rete tutte le risorse disponibili: Corpo Forestale, Protezione Civile, compagnie barracellari, volontari ed Esercito, laddove consentito e nell’ambito delle competenze previste, affinché possano concorrere a un presidio efficace del territorio, supportati da un moderno sistema di telecontrollo.
Una rete di vigilanza organizzata rappresenterebbe un forte deterrente nei confronti degli incendiari e di chi continua a deturpare la nostra terra con l’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Prevenire significa proteggere il territorio, salvaguardare vite umane, difendere l’economia delle nostre comunità e ridurre gli enormi costi che ogni estate gravano sulla collettività.
La Sardegna non ha bisogno di indignazione solo quando il fuoco divampa. Ha bisogno di una visione, di scelte coraggiose e di una strategia permanente di prevenzione. La politica ha il dovere di assumersi questa responsabilità e di restituire ai cittadini strumenti efficaci per difendere il bene più prezioso che abbiamo: la nostra terra”.











