La situazione della sanità nell’area metropolitana di Cagliari ha ormai “superato ogni limite di decoro e sicurezza”. Quanto emerso nelle ultime ore “conferma una realtà che denunciamo da tempo: il nostro sistema sanitario è al collasso”.
La chiusura del Pronto Soccorso del Santissima Trinità il 14 e 15 settembre, infatti, “ha fatto esplodere un’emergenza che era già evidente. Concentrare l’intero bacino di utenza sul Policlinico Duilio Casula di Monserrato e sul Brotzu ha prodotto una situazione inaccettabile: file interminabili, pazienti ammassati, ambulanze bloccate nei piazzali e personale medico e infermieristico portato allo stremo.
L’impatto di questo blocco si riflette sulle storie di chi attende: è inammissibile che una signora arrivata in ambulanza alle 11:00 del mattino, alle 18:30 si trovi ancora nell’impossibilità di far avere proprie notizie ai familiari a causa della saturazione e dell’oppressione in cui versa la struttura”. Emera, che da tempo si batte per i diritti dei malati, ritiene che “un intervento di manutenzione programmato non possa e non debba paralizzare l’assistenza sanitaria di un’intera città. Se la chiusura temporanea di un solo ospedale è sufficiente a mandare in tilt la rete delle urgenze, significa che la programmazione sanitaria regionale ha fallito e che oggi non viene garantita una reale tutela della salute dei cittadini.
Come Associazione Emera, attraverso la voce della nostra Presidente e di tutti i nostri soci, lo diciamo con forza: per noi la misura è colma.
Non possiamo accettare che i pazienti continuino a vivere condizioni indegne, ammassati nei corridoi e costretti ad attese estenuanti prima di poter ricevere le cure di cui hanno bisogno.
Per questo chiediamo con forza la riapertura immediata della Traumatologia e dell’Ortopedia all’Ospedale Marino, in concomitanza con l’Ospedale di Comunità.
Riteniamo che l’accentramento dei traumi su pochissimi presidi abbia creato un imbuto ormai insostenibile. Il Marino ha una storia, una funzione e una posizione logistica che lo rendono particolarmente adatto a tornare a essere un punto di riferimento per la traumatologia dell’area vasta.
A nostro avviso, riaprire Traumatologia e Ortopedia al Poetto rappresenterebbe una scelta concreta e immediata per decongestionare i Pronto Soccorso del Policlinico, del Brotzu e del Santissima Trinità, separare i flussi dell’emergenza generale dai casi ortopedici, garantendo percorsi di cura più tempestivi e appropriati.
Restituire dignità ai pazienti, evitando che siano costretti a trascorrere ore su una barella prima di poter accedere alle cure o a un intervento.
Non crediamo più nei rinvii e nelle soluzioni tampone. Crediamo invece che sia arrivato il momento di assumersi delle responsabilità e di prendere decisioni concrete”.
Un appello infine lanciato dalla presidente Francesca Congiu: “Chiediamo alle istituzioni regionali e sanitarie di intervenire subito. La riapertura di Traumatologia e Ortopedia al Marino deve diventare una priorità assoluta, perché garantire cure dignitose, tempestive e sicure ai cittadini non è un privilegio, è un dovere”.










