La spiaggia de La Perla Marina, a Santa Margherita di Pula, come una fogna a cielo aperto: scarichi sulla spiaggia finiti in mare, la denuncia dell’associazione “Nurnet La Rete dei Nuraghi”.
“È teatro in questi giorni di un disastro ambientale che non può e non deve passare sotto silenzio. Ciò che è accaduto non è un evento naturale imprevedibile, ma la conseguenza diretta di una negligenza tecnica che ha trasformato un angolo di bellezza in una zona contaminata.
Secondo le testimonianze dirette e la documentazione fotografica raccolta, tutto ha avuto inizio con il guasto a un macchinario di un mezzo di autospurgo. Un errore tecnico, un incidente operativo che, in condizioni di normale gestione dell’emergenza, avrebbe dovuto innescare protocolli di contenimento immediati. Eppure, le immagini sono inequivocabili: nessun intervento tempestivo ha impedito che i liquami raggiungessero l’arenile, riversandosi inesorabilmente in spiaggia e nelle acque cristalline della Sardegna.
A distanza di una settimana dal fatto, lo scenario non è cambiato. Le autorità competenti si sono limitate a transennare l’area interessata, una misura di facciata che nasconde l’assenza di un piano di bonifica reale e urgente. Perché, di fronte a un danno ambientale di tale portata, non sono stati presi provvedimenti risolutivi? Perché, dopo sette giorni, la ferita rimane aperta, permettendo ancora ai residui di inquinare il nostro ecosistema?
L’indignazione sale nel constatare che, forse, la priorità non è la salute del territorio, né la tutela dei bagnanti. In un periodo in cui il mercato degli affitti vacanzieri corre a ritmi frenetici, il sospetto che si preferisca tacere per non scoraggiare i flussi turistici è più che legittimo. Sacrificare l’integrità ambientale di un luogo pubblico in nome di un interesse economico di breve termine è un atto grave, una scelta miope che danneggia non solo il patrimonio naturalistico sardo, ma anche la dignità di chi vive questa terra.
Non si può accettare che una “fogna a cielo aperto” diventi il biglietto da visita di una località che dovrebbe essere un fiore all’occhiello. Il silenzio di chi sa, di chi avrebbe il potere di intervenire e di chi dovrebbe tutelare la salute pubblica è inaccettabile.
Chiediamo chiarezza, chiediamo un intervento di bonifica immediato e capillare, e soprattutto chiediamo che le responsabilità vengano accertate. La Perla Marina non può essere lasciata a se stessa, tra le transenne del disinteresse e le onde di un mare che ci chiede, con urgenza, di essere protetto”.













