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“Incubo al Fass Centre di Elmas, abbiamo rischiato la tragedia: chiusi per un’ora in ascensore a 40 gradi con un neonato di 15 giorni”

La testimonianza di una lettrice: disavventura per una neomamma, l'altra figlia di sei anni e la nonna, oltre che per il piccolo appena nato. Soccorsi arrivati solo dopo un'ora anche a causa del malfunzionamento dei pulsanti d'allarme

di Redazione Cagliari Online
3 Luglio 2026
in hinterland, zapertura

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“Incubo al Fass Centre di Elmas, abbiamo rischiato la tragedia: chiusi per un’ora in ascensore a 40 gradi con un neonato di 15 giorni”
Dalla nostra lettrice Sonia Coiana riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di quanto accaduto ieri nel nuovo Fass Centre di Elmas, una disavventura che poteva trasformarsi in tragedia.
“Ieri, nel nuovo centro commerciale FAS di Cagliari, si è verificato un grave guasto a un ascensore: la rottura di un pistone ha provocato l’intervento del sistema di sicurezza (paracadute), bloccando la cabina. All’interno sono rimasti intrappolati per circa un’ora un neonato di soli 15 giorni, la sua mamma, ancora nel periodo successivo al parto, la nonna e una bambina di sei anni.
La situazione è stata resa ancora più critica dal fatto che all’interno dell’ascensore il segnale telefonico era assente e il sistema di chiamata d’emergenza non funzionava, rendendo impossibile richiedere aiuto attraverso i normali canali previsti.
Riuscendo comunque a contattare direttamente il servizio di assistenza dell’ascensore, è stata immediatamente rappresentata la gravità della situazione, evidenziando la presenza di due minori, tra cui un neonato di appena 15 giorni, e chiedendo un intervento urgente. L’assistenza ha comunicato che sarebbe arrivata entro 30 minuti.
Purtroppo, trascorsi oltre 20 minuti senza alcun intervento, è stata effettuata una seconda telefonata, questa volta chiedendo con insistenza di allertare immediatamente i Vigili del Fuoco. Anche in questa occasione è stato ribadito che all’interno dell’ascensore erano presenti un neonato, una mamma e una bambina.
Solo dopo questa seconda richiesta disperata l’assistenza ha provveduto a contattare i Vigili del Fuoco, che sono intervenuti in circa 20 minuti. Nel frattempo le persone sono rimaste bloccate nella cabina per quasi un’ora, in una giornata con temperature vicine ai 40 °C, senza un adeguato ricambio d’aria e con la comprensibile paura che la situazione potesse aggravarsi.
Fortunatamente tutti sono stati liberati illesi, ma resta una domanda inevitabile: se all’interno ci fosse stata una persona con problemi di salute, un anziano o se il neonato avesse avuto un malore, chi si sarebbe assunto la responsabilità di un ritardo così grave?
Ci auguriamo che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto, verificando sia il corretto funzionamento dell’ascensore e del sistema di emergenza, sia le modalità di gestione della richiesta di soccorso!!!
Con questo vogliamo esprimere un sincero ringraziamento ai Vigili del Fuoco e al personale del 118, che hanno fatto tutto il possibile per raggiungerci e prestarci soccorso nel più breve tempo possibile.
Il loro intervento è stato reso ancora più difficile dal fatto che non conoscevano con precisione il luogo in cui ci trovavamo, poiché l’assistenza dell’ascensore non aveva fornito indicazioni chiare sulla nostra posizione. Inoltre, l’assenza di copertura telefonica all’interno dell’ascensore rendeva estremamente complicato mettersi in contatto con noi e localizzarci. Nonostante tutte queste difficoltà, i soccorritori hanno operato con grande professionalità, tempestività e umanità, riuscendo a liberarci e a metterci in sicurezza. A loro va la nostra più profonda gratitudine. Ci auguriamo che quanto accaduto venga attentamente verificato e che vengano adottate tutte le misure necessarie affinché situazioni come questa non si ripetano mai più e nessun’altra famiglia debba vivere momenti di paura come quelli che abbiamo vissuto noi.
Tags: elmasfass centre
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