La fuga dei giovani dalla Sardegna: “Così i cervelli migliori dell’Isola sono costretti a partire all’estero”

Silvia Pasquini, la conduttrice del gr dei ragazzi “Club Giovani” su radio Casteddu, racconta le difficoltà: “Con la pandemie molti più problemi, ecco come possiamo spostarci tra mille divieti”. SEGUITE OGNI GIORNO CLUB GIOVANI ALLE 10,30, 15,30 E 23,15 SU RADIO CASTEDDU!

di Silvia Pasquini

Oggi parleremo di un tema che mi sta molto caro se non altro perché anche io vivo lontano dalla mia bellissima città – Cagliari –  e dalla mia famiglia, sto parlando del fenomeno della cosiddetta “fuga dei cervelli”.

Secondo il Sole 24 ore, ad ottobre 2019 circa 131mila italiani sono partiti per andare a vivere all’estero. Quattro su dieci di avevano tra i 18 e i 34 anni. Sempre secondo il Sole 24 ore, in un articolo successivo del gennaio 2020 la fuga di cervelli costava all’Italia circa 14 miliardi

“Italia è il paese in cui si potrebbero raccontare migliaia di storie di giovani e meno giovani con curriculum molto brillanti che scelgono di andare a lavorare all’estero. Per fare un’esperienza ed arricchire il proprio bagaglio professionale, per crescere i figli in contesti internazionali e dare loro un’opportunità in più, per raggiungere obiettivi che nel nostro paese hanno troppi ostacoli o, magari neanche troppo banalmente, per guadagnare di più. Per farli rientrare, la normativa strizza l’occhio con le agevolazioni fiscali (si veda altro pezzo in pagina), le regioni aprono bandi, stanziando importanti risorse. Al di là degli strumenti, però, l’attrattività del nostro paese non è altissima, nemmeno per i talenti di altri paesi. Quindi? Chi può se ne va, alimentando la fuga dei cervelli che, stima Patrizia Fontana – presidente di Talent in Motion – un think tank che si occupa di sviluppare proposte per l’occupazione giovanile, «ha un costo in Italia di circa 14 miliardi di euro all’anno, equivalente a un punto percentuale di Pil.”

Ovviamente questa situazione è molto cambiata con l’arrivo della pandemia ed infatti, sempre lo stesso think tank – talents in motion – in una ricerca congiunta con PWC pubblicata a giugno 2020 intitolata “COVID-19 – L’impatto sui giovani talenti» nota che su un campione di 1104 ragazzi residenti all’estero che sono stati intervista almeno 1 talento su 5 risponde che è più propenso a tornare in italia la motivazione citata più spesso è la possibilità di stare vicino ai familiari. La vicinanza ai propri cari diventa un fattore importante nel valutare un rientro in Italia, superando le tradizionali considerazioni di carattere economico.

I lunghi lockdown che hanno – si permesso ad alcuni fortunati di tornare a lavorare in smartworking nelle proprie città natie – ma che hanno negato a tanti la vicinanza dei propri cari per interi mesi ha favorito questa “voglia di tornare a casa”. Inoltre, le restrizioni – sempre più confuse e contraddittorie – aumentano il senso di incertezza generale.

Per questo, il governo ha pubblicato le risposte ad alcune tra le domande più frequenti fatte sui dpcm, vediamone alcune qui:

È possibile raggiungere il mio partner se viviamo in città diverse per esigenze di lavoro (o per altri motivi)?
Sarà possibile solo se il luogo scelto per il ricongiungimento coinciderà con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione.

Se lavoro in una Regione o Provincia autonoma e sono residente in un’altra e il mio partner lavora in una terza Regione (o Provincia autonoma), potrà raggiungermi nella mia città di residenza?
Il partner potrà spostarsi per raggiungere il primo soltanto se ha la residenza o il domicilio nel Comune di destinazione o se in quel Comune c’è l’abitazione solitamente utilizzata dalla coppia.

Se una famiglia si è trasferita in una seconda casa, in un’altra Regione o Provincia autonoma, entro il 20 dicembre e uno dei componenti deve tornare al lavoro, nella Regione (o Provincia autonoma) di provenienza, per alcuni giorni è possibile poi tornare nella seconda casa?
Sì. Dal 16 gennaio non è stata reiterata l’esclusione delle cd. seconde case (abitazioni non principali) ubicate fuori regione dal novero delle proprie abitazioni cui è sempre consentito il rientro.

Se si deve partire con un aereo o con il treno e per raggiungere l’aeroporto o la stazione devo attraversare altre regioni – anche rosse o arancioni – è possibile?
Sì, è una delle ragioni di necessità. Nell’autocertificazione va indicato il motivo del viaggio.

Chi è separato o divorziato può andare a trovare i miei figli minorenni anche in un’altra Regione o Provincia autonoma? Può andare all’estero per gli stessi motivi?
Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Regioni e tra aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

Si può accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro?
È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi.

I figli possono andare a trovare i genitori che sono in buona salute in un’altra regione?
No, fino al 15 febbraio questi spostamenti sono vietati. Saranno invece nuovamente consentiti dopo tale data (salva l’eventuale sopravvenienza di nuove disposizioni limitative).

Si può andare fuori Comune o Regione, anche se ci sono i divieti, per partecipare alle esequie di parenti stretti?
Sì, si può partecipare alle cerimonie religiose con le dovute misure organizzative e di prevenzione e sicurezza.

E’ tutto per oggi ragazzi, fateci sapere cosa ne pensate, voi avete intenzione di partire, di tornare a casa o di restare?

La pandemia ha cambiato qualcosa nella vostra vita? Preferite la famiglia o la carriera?

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Ciao a tutti e vi aspetto lunedi!


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