“Io, trapiantato di Quartu beffato dal Comune: dai miei assegni sono spariti 1560 euro”

Il calvario di Giovanni Marotto, 66 anni, inizia ventiquattro anni fa: “Trapianto di rene e addio lavoro, campo con la pensione minima. Per due anni mi hanno dato 65 euro in meno di sussidio, non navigo certo nell’oro. Sono riuscito a sopravvivere grazie alla pensione di mio figlio disabile”

Quando ha saputo il totale, la prima volta, ha pensato ad un errore: era sicuro, Giovanni Marotto, che il totale del sussidio che si spetta in quanto dializzato e trapiantato, fosse sbagliato. E invece no: “Hanno tagliato, da 262 euro, sessantacinque euro, ogni mese, da luglio 2015 a luglio 2017”. Chi ha tagliato? “Il Comune, che aveva già avuto i soldi dalla Regione della legge 11, che riguarda i sussidi per pazienti trapiantati o dialiazzati”. Il totale è presto fatto: “Ho ricevuto 1560 euro in meno, e prendo solo una piccola pensione di invalidità più quella minima, proprio perchè da tanti anni non posso più lavorare. Ero a Roma insieme a mio suocero, in un’azienda che si occupa di impermeabilizzazioni e coperture industriali. Poi, ventiquattro anni fa, ho dovuto mollare tutto per via del trapianto di rene e, più di recente, per la dialisi”. Alla beffa si aggiunge un’altra beffa: “Il taglio del sussidio, calcolato in modo errato sulla pensione che ricevo, è avvenuto in quanto superavo di appena cento euro il tetto massimo previsto”, spiega, con rabbia e delusione, Marotto.

 

Il sessantaseienne, pensionato “forzato” ormai da molti anni, non fa mistero che “i sessantacinque euro in meno sono stati un problema, dovevo pagare le bollette della luce e del telefono e fare la spesa, come tutti. Non navigo certo nell’oro”, puntualizza. “All’epoca avevo anche il mutuo della casa da dover pagare di cinquecento euro al mese. Economicamente parlando, mi ha aiutato mio figlio di 43 anni grazie alla sua pensione di invalidità visto che è affetto dalla sindrome di Down. La casa che ho acquistato mi ha portato a dover fare tanti sacrifici, tutti per il mio tesoro, un giorno sarà tutta sua”, afferma Marotto. “Il Comune, poco ma sicuro, deve rendermi tutti i soldi che si è ingiustamente trattenuto”.