“In Sardegna passeggiate vietate col cane dalle 22 alle 5? Ingiusto, bastava mettere il limite dei 200 metri da casa”

Stop alle uscite col cane durante il coprifuoco nella “gialla” Sardegna? Tanti sardi protestano: “Chi lavora tutto il giorno e torna a casa alle 22 come farà? Bastava fissare un limite”. C’è anche chi difende il “divieto”: “Per molti era una scusa per farsi la passeggiata”

Portare a spasso il cane dalle 22 alle 5, cioè durante il coprifuoco? Non rientra tra le ragioni di “comprovata esigenza” per uscire da casa nelle sette ore “vietate” per le zone gialle, stando alla risposta alle FAQ scritta dal Corriere della sera. Sardegna inclusa,visto che è zona gialla, stando all’ultimo Dpcm del Governo Conte sulla lotta al Coronavirus: si esce solo per urgenze, motivi di salute o lavoro. E quella che potrebbe essere una “stretta” ulteriore, da domani, non piace a molti lettori di Casteddu Online. Una buona parte nota che “sì, anche i bisognini del proprio cane sono una necessità comprovata”, soprattutto perché è difficile poter regolare i ritmi fisiologici di un animale. C’è anche chi ne fa direttamente una questione di orari e lavoro: c’è chi rincasa proprio alle 22, e solo da quel momento in avanti può far sgambettare un pochino Fido. Di contro, c’è chi bolla come “giusta” la limitazione: in passato non c’era e in tanti l’avrebbero utilizzata “come scusa per farsi una passeggiata”. Insomma, pareri differenti e lettori divisi sulla restrizione per i cani.

 

 

“La mia cagnetta ha 4 anni e non ha mai fatto un bisogno in casa, non li fa proprio, è rimasta 15 ore da sola a casa perché io ero al pronto soccorso, non ha fatto nulla”, dice Silvana P. Utilizza l’ironia Laura M.: “Dobbiamo mettere i timer? È così che funziona?” Favorevole alla stretta Davide C.: “Sarebbe stata l’ennesima scusa per qualcuno per poter aggirare le regole. E chi lavora sino a tardi generalmente di mattina è libero, c’è un sacco di tempo per i bisognini. Poi ci saranno alcune eccezioni, ma non calcolabili”. Ragiona sul limite dei 200 metri dalla propria abitazione, invece, Giulio V.: “Bastava imporre un limite, così il proprio cane può fare i suoi bisogni e il padrone non rischiare di passare guai”. Altri pareri, c’è quello di Daniela C.: “Peccato che finisco di lavorare alle 22 e magari il cane è a casa che attende dalle 16, dovrò dargli le chiavi di casa e ricordargli di mettere la mascherina?”. Netta anche

Vicky C.: “Cioè, non solo mi hanno chiuso il locale commerciale dopo le 18 (quando aprivo alle 19:30) e sono costretta a lavorare a pranzo (facendo la fame) e fare solo asporto/consegna a domicilio la sera, ma ora non posso neanche portare fuori quel povero cane che rimane tutto il giorno a casa? Ma siete seri? Vi rendete conto che malgrado noi ristoratori teniamo le serrande abbassate, la sera stiamo comunque lavorando?”. Patrizia P.: “Durante il lockdown di marzo -aprile , per la mia cagnetta avevo predisposto dei tappetini igienici in un punto della casa, nel caso avesse necessità. E quando avevo tempo la portavo a passeggiare”.


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