In Sardegna il 99,1% degli adolescenti utilizza Internet e oltre il 90% accede prevalentemente tramite smartphone. Nell’isola, come in Italia, crescono i fenomeni di ansia e disagio giovanile legati al web: circa il 13,7% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo. Quasi il 70% dei ragazzi riferisce preoccupazione per il futuro e il suicidio rappresenta oggi la seconda causa di morte tra i giovani italiani tra i 15 e i 24 anni. È in questo scenario che prende avvio il 6 marzo a Sanluri, dalle ore 15 alle 18 al Polo culturale parco S’Arey, il percorso di educazione digitale “Generazione Connessa – Uso e abuso della tecnologia”, promosso dall’Associazione Zephyrus Acli Sanluri assieme ad Acli Cagliari, con il patrocinio della Città di Sanluri e il finanziamento della Fondazione di Sardegna. Il progetto gratuito, che andrà avanti per 8 incontri da 3 ore, nasce per fornire a genitori, insegnanti ed educatori strumenti concreti per affrontare le sfide dell’era digitale. “Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di comprenderne i meccanismi, i rischi e le opportunità. La trasformazione digitale attraversa tutte le generazioni e non possiamo limitarci a subirla – dice Giacomo Carta, presidente provinciale ACLI Cagliari –. Il nostro compito come associazione è accompagnare la comunità in questo cambiamento, offrendo strumenti di consapevolezza e responsabilità. “Generazione Connessa” non è un corso contro la tecnologia, ma un percorso per imparare a governarla, soprattutto nei momenti più delicati della crescita”. “Generazione Connessa” intende aprire uno spazio di dialogo intergenerazionale che coinvolga famiglie, scuole, professionisti e cittadini. Comprendere il fenomeno digitale significa costruire una cultura più sana, capace di prevenire il disagio e valorizzare le opportunità. Il percorso formativo, affronterà in modo organico e approfondito i principali nodi dell’educazione digitale contemporanea: dall’identità online alla tutela della sicurezza e della reputazione personale, fino ai fenomeni più critici come cyberbullismo, sextortion e hate speech. Sarà dedicata particolare attenzione all’esposizione precoce agli schermi e ai possibili effetti sullo sviluppo neurocognitivo, così come alle diverse forme di dipendenza digitale, dalla social media addiction al gaming. Centrale sarà inoltre la riflessione sul ruolo educativo di famiglia e scuola, chiamate a costruire un’alleanza consapevole e coerente nell’accompagnare ragazzi e ragazze nell’uso della tecnologia.












