Il Consiglio regionale azzera i fondi ai gruppi

Dopo la bufera giudiziaria con tre inchieste e 60 indagati per peculato, l’assemblea sarda taglia i finanziamenti, centralizza i rimborsi e limita le possibilità di assumere personale. Ridotti gli stipendi che restano decisamente corposi. Indagato anche Roberto Capelli dei Centro Democratici. 


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Basta fondi ai gruppi regionali mentre la gestione delle spese per trasferte e missioni d’ora in poi sarà centralizzata e dunque controllata. E poi niente indennità aggiuntive, riduzione degli stipendi e divieto di assumere pescando fuori dall’amministrazione regionale. Nell’ultima volata della quattordicesima legislatura, l’effetto magistrati si fa sentire: e così, dopo la bufera delle tre inchieste con oltre 60 indagati fra consiglieri ed ex consiglieri per peculato proprio riguardo alla spesa dei fondi consiliari, il Consiglio regionale prova a dare una regolata alla materia, nel giorno in cui fra l’altro si viene a sapere che il pm Marco Cocco indaga anche sul leader dei Centro Democratici, Roberto Capelli, a cui viene contestata la spesa di 129.500 euro e che ha già detto – informando lui stesso di essere indagato – di essere a disposizione per qualunque chiarimento. L’aula dunque, in quella che quasi certamente è stata l’ultima seduta prima delle elezioni del 16 febbraio ha approvato con 49 si, 6 no e 3 astenuti il testo unificato sui costi della politica, che sintetizza 13 proposte di legge: il testo sopprime i fondi dei gruppi consiliari, ai quali vengono assegnate soltanto le risorse per pagare il personale (massimo un collaboratore per ognuno dei 60 consiglieri), mentre non è passata la proposta di Renato Soru di ridurre di un terzo il personale.  

Ogni gruppo potrà scegliere i propri collaboratori tra i dipendenti di ruolo dell’Amministrazione regionale o di altri enti pubblici. Il “comando” per ogni persona assegnata ai gruppo avra’ effetto per una sola legislatura ma potrà essere rinnovato, mentre non si potranno assumere collaboratori esterni. Le indennita’ di carica mensili dei consiglieri vengono azzerate, tranne che per i presidenti della Giunta e del Consiglio (2.500 euro lordi) e degli assessori (1.200 euro lordi), e viene cancellata anche l’indennità da 800 euro per i questori. L’indennità mensile del singolo consigliere regionale  viene ridotta a 6.600 euro lordi cui si aggiunge un rimborso forfettario mensile di 3.850 euro maggiorato da rimborsi per le spese di trasporto: 650 euro in più per i consiglieri la cui dimora abituale sia situata oltre i 100 km dalle sede del palazzo; 300 euro per quelli con dimora abituale fra i 71 e i 100 km di distanza. Gli assessori che non sono consiglieri oltre all’indennità incasseranno il 70% del rimborso forfettario previsto per i consiglieri e 300 euro lordi. Una novità assoluta, infine, sono le sanzioni previste per consiglieri e assessori in caso di assenze durante i lavori consiliari.