“Ho sterzato per schivare un’auto, io e Alessia senza cintura: ho perso il mio amore”

Una serata finita in tragedia. Michele Colpani era al volante dell’Alfa Romeo volata fuori strada a Capoterra: “Andavo a 50, l’auto è finita contro un albero, ribaltandosi: un amico dietro di me ha visto una macchina che ha invaso un po’ la mia corsia. Sono all’ospedale con un’emorragia cerebrale, so solo che la mia ragazza non c’è più”

Una serata finita in tragedia, una delle tante uscite con l’amore della sua vita che si trasforma in disperazione, lacrime e ancora lacrime. Ha la voce rotta dal pianto, Michele Colpani. I medici del Policlinico l’hanno sottoposto “ad una Tac, hanno trovato un’emorragia cerebrale di dieci millimetri che va tenuta assolutamente sotto controllo”. È dovuto tornare all’ospedale il 21enne di Capoterra, quello stesso ospedale dal quale era “scappato”, firmando il foglio di dimissioni, appena aveva saputo che la sua Alessia non c’era più. Un dramma nel dramma, una giovane vita spezzata e un ragazzo che, forse, non riuscirà mai a darsi pace. Colpani era al volante dell’Alfa Romeo volata fuori strada nello stradone tra Capoterra e Poggio dei Pini (qui la notizia). Lui, fortunatamente, si è salvato. Alessia Pisano, seduta accanto a lui, no. Un’uscita come tante, poi l’incontro casuale con un altro amico. Normale routine domenicale di una coppia abituata a vedersi ogni giorno, tra passeggiate spensierate e primi abbozzi di progetti per un lungo futuro insieme: “Ho incontrato il mio amico per caso in un parco, stavamo andando verso Poggio dei Pini per farci un giro, lui era dietro la mia auto”. Ed è proprio lui, stando a quando ha raccontato Michele Colpani alla nostra redazione, ad aver detto ai carabinieri che “ho dovuto sterzare per schivare un’auto, scura, che arrivava dal senso opposto e che aveva un po’ invaso la mia carreggiata. Non ricordo di averla vista, non mi ricordo niente. Io e Alessia non indossavamo la cintura, ero in seconda o in terza, non più di 50 chilometri orari. L’auto è regolarmente assicurata, non ha danni, ho la patente e potevo guidare”. L’Alfa Romeo con a bordo i due ragazzi è finita nella cunetta: “Lì non c’è il guard rail, c’è una salita. Magari mi sono spaventato”, spiega. “L’auto ha sbattuto contro un albero e si è ribaltata, ci siamo ritrovati tutti e due fuori”. I ricordi sembrano essere un po’ confusi, Michele non riesce a mettere a fuoco ogni singolo dettaglio come, per esempio, quell’auto nera che non rispetta la corsia o il fatto di aver sterzato proprio per evitarla. Il dolore, non solo quello fisico, è tantissimo, immenso.

 

 

In mattinata il giovane racconta di essere stato in caserma dai carabinieri: “Mi hanno fatto l’esame del sangue per vedere se avessi bevuto. Tutto a posto, ero tranquillissimo. L’unica cosa che non avevamo era la cintura”, ripete il giovane, quasi come un mantra maledetto. E ricorda di essere voluto andare via dal Policlinico, in un primo momento, scegliendo di non restare: “Ero lì sino alle due di notte. Sono arrivati i miei genitori, mi hanno detto che Alessia non c’era più”. Uno choc, una botta durissima. La giovane se n’era appena andata in un letto della sala operatoria del Brotzu: “A Monserrato volevano tenermi due giorni per farmi controlli ma non ce l’ho fatta. Sono tornato a casa, mi sono addormentato e poi ho avuto un attacco di panico”. Ecco perchè è tornato all’ospedale, dove una Tac ha mostrato che, purtroppo, non è tutto ok. I medici continueranno a tenere sotto controllo l’emorragia e, più in generale, le condizioni di Michele: “Alessia stava per compiere diciotto anni. So solo che la mia ragazza non c’è più”. Un “amore perso”, per sempre, in una tragica domenica sera su una delle strade circondate da case e verde di “Sa perda su gattu”. Una via, purtroppo, improvvisamente macchiata del rosso del sangue di una giovane ragazza, Alessia Pisano.