Cagliari, la storia di Giuseppe che vive nella baracca davanti all’“hotel dei migranti”

Ha 65 anni e vive, da 4 anni, in una baracca nell’area dell’ex Motel Agip dove sono ospitati i richiedenti asilo. E’ un ex muratore selargino. Ha gravi problemi di salute. Racconta di essersi visto negare il sussidio di povertà e ora ha difficoltà a procurarsi il cibo e il suo sogno nel cassetto è quello di farsi una doccia

Giuseppe, ha 65 anni e vive, da 4 anni, in una baracca nell’ex Motel Agip che, fino a qualche giorno fa almeno, ha ospitato centinaia di richiedenti asilo. Giuseppe racconta di avere 65 anni, di essere selargino e di aver lavorato in passato come muratore, frenato da poi alcuni problemi di salute. Gli avrebbero negato anche il sussidio di povertà e ora ha difficoltà a procurarsi il cibo e il suo sogno nel cassetto è quello di farsi una doccia. Questa storia è stata raccontata su facebook, in base alle dichiarazioni rilasciate da Giuseppe a P.R. autore del post che ha immortalato la baracca davanti all’albergo di via Santa Maria Chiara e il suo unico abitante.

“L’incredibile storia di Giuseppe”, scrive P. R., “questa mattina passavo a piedi in via Santa Maria Chiara a Pirri, a poca distanza da casa mia. Dentro il recinto di quello che un tempo era il Motel Agip, che per 7 anni buoni ha ospitato i così detti migranti ho notato una baracca costruita con materiali di risulta. Pur essendo vicino a dove abito ripeto, non l’avevo mai notata mentre notavo il via vai continuo di africani che vivono nell’hotel. Questa mattina mi sono affacciato e ho visto un uomo completamente curvo che camminava con una busta in mano. Incuriosito, sono entrato nel recinto e l’ho chiamato per parlargli. Gli ho chiesto da quando viveva li in quella baracca e lui mi ha detto che era li da 4 anni. Gli ho chiesto di dove fosse, quanti anni aveva, cosa aveva fatto nella vita e come mai viveva così in questa condizione estrema. Mi ha risposto che era di Selargius, 65 anni e faceva il muratore ma poi delle ernie del disco gli avevano impedito di lavorare ed erano il motivo per cui camminava così curvo (cammina e si muove letteralmente piegato, esattamente come nella foto). Non ha soldi, ha fatto domanda per un sussidio di estrema povertà ma non l’ha ricevuto. Mi ha detto, con le lacrime agli occhi, che ha difficoltà a trovare da mangiare ( è completamente sdentato dunque non può mangiare cibi solidi). Gli ho chiesto cosa avrebbe voluto ora più di tutto e mi ha risposto: una doccia. Quello che fa specie è che quest’uomo che ha contribuito da sano al benessere di tutti ( ha 25 anni di contributi versati, dunque è stato pure un contribuente dalle cui tasse pagate tutti abbiamo usufruito) viva in quelle condizioni…questa è una vergogna. Perché chi ci ha governato ha trovato sempre i soldi per centinaia di migliaia di migranti sani e forti ma non li trova per i migliaia di Giuseppe stremati dalla malattia e dalla vita che ci sono in giro? Nessuna maglietta rossa, nessuna onlus o associazione pseudo umanitaria si spende mai per questi invisibili nostri connazionali come fa per chi arriva in piene forze e salute dall’Africa. Mi auguro che qualcuno di dovere intervenga per rimediare al dramma di un uomo che in condizioni di salute estremamente precarie vive in una baracca sotto il caldo estremo d’estate, il freddo e la pioggia d’inverno, senza mai un piatto caldo che possa consolare la sua grande e continua sofferenza. Vergogna”.


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