Giornata contro la violenza sulle donne: in Sardegna 18 femminicidi in 5 anni

Nel 2022 ci sono stati 223 episodi di atti persecutori ai danni di donne in provincia di Cagliari, 247 i maltrattamenti contro i famigliari e i conviventi e 34 casi di violenza sessuale con vittime di sesso femminile. La Polizia organizza un evento di sensibilizzazione in piazza Garibaldi

Anche a Cagliari oggi, 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, la Polizia di Stato sarà tra la gente in Piazza Garibaldi a partire dalle ore 16:00.

L’evento si svolgerà nell’ambito della campagna permanete della Polizia di Stato “…Questo non è Amore” ed è stato organizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna, con il prezioso contributo delle studentesse e degli studenti del Liceo classico “G.M. Dettori” e del Liceo “Eleonora d’Arborea”.

Interverranno lo scrittore Piergiorgio Pulixi, l’attore e regista Jacopo Cullin e, in collegamento in diretta, la criminologa Roberta Bruzzone. Sarà presente anche Viola Frongia, dirigente generale della serie A1 femminile della Dinamo Basket, insieme alla giocatrice Sara Toffolo.

In piazza per tutto il pomeriggio ci sarà l’equipe multidisciplinare del “Progetto Camper – Il camper della Polizia di Stato contro la violenza di genere”, che ha come finalità la creazione di un contatto diretto con psicologi, medici, poliziotti e operatori dei centri antiviolenza, pronti sia a raccogliere le testimonianze di chi, spesso, ha paura di denunciare o di varcare la soglia di un ufficio di Polizia, ma anche a fornire informazioni sui possibili strumenti di tutela contro questi reati.

Ci saranno gli specialisti del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica con il Fullback (il laboratorio mobile della Polizia Scientifica) e gli operatori della Polizia Postale, per parlare anche di quella violenza commessa attraverso internet, che non ferisce il fisico ma lede la sfera più intima della persona, offendendo e umiliando la vittima a tal punto che la vergogna può condurla a fare del male a sé stessa.

I dati della nostra Provincia: Nel territorio della storica Provincia di Cagliari si è registrato un andamento stabile nel numero dei c.d. “spia”, ossia che indicano l’andamento del fenomeno criminale della violenza di genere, con una tendenziale diminuzione di alcuni di essi. Considerando il periodo di tempo da gennaio a settembre, nel 2022 si sono verificati 223 episodi di atti persecutori, mentre durante gli stessi mesi del 2021 sono stati 221; 247 i maltrattamenti contro i famigliari e i conviventi, circa il 18% in meno rispetto all’anno precedente, in cui, sempre da gennaio a settembre si sono verificati 300 fatti dello stesso reato. 34 quest’anno i casi di violenza sessuale con vittime di sesso femminile, uno in meno rispetto all’anno precedente

 

Tra i femminicidi commessi, invece, sempre considerando il periodo gennaio-settembre, nel 2022 non ci sono state vittime (ad ottobre una vittima), mentre nel 2021 una sola vittima nello stesso periodo. Una vittima donna di tentato omicidio nel 2022, mentre nell’anno precedente 2 donne hanno subito questo reato.

109 le donne vittime di lesioni dolose da gennaio a settembre 2022, il 20% in meno rispetto all’anno scorso, in cui si sono registrate 135 vittime; circa il 20% in meno anche le donne vittime di minacce, che sono state 210 nel 2022 e 260 nel 2021.

Riguardo l’attività di prevenzione e in particolare lo strumento dell’ammonimento del Questore, è rilevante il dato registrato nell’ultimo trimestre. Da settembre a novembre sono stati 7 i provvedimenti di ammonimento emessi, (6 per atti persecutori e uno per violenza domestica), mentre nello stesso periodo dello scorso anno sono stati emessi 4 provvedimenti per atti persecutori. Altre 6 istanze di ammonimento sono in fase di definizione e il provvedimento verrà emesso a breve. Un dato, questo, indice di maggior consapevolezza e diffusione della conoscenza di questo strumento, l’ammonimento del Questore, che consente una tutela rapida e anticipata rispetto al procedimento penale.

Per quanto riguarda il Protocollo Zeus, protocollo che la Questura di Cagliari (seconda in Italia dopo la questura di Milano) ha siglato con il C.I.P.M Sardegna nel 2020 e rinnovato lo scorso anno fino al 2024, Nel corso del primo anno in cui il Protocollo è stato in vigore, il 63% dei soggetti ammoniti si è presentato ai colloqui con i professionisti del C.I.P.M, intraprendendo un percorso di recupero e solo una bassa percentuale di questi, appena l’8 %  ha continuato a porre in essere condotte violente e persecutorie che hanno portato ad arresti in flagranza o all’applicazione di misure cautelari da parte dell’Autorità Giudiziaria, quali il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, gli arresti domiciliari o la custodia in carcere. Coloro che invece non hanno aderito al protocollo ZEUS nel 29 % dei casi hanno reiterato nella condotta persecutoria. Un bilancio positivo, dunque, considerando anche il fatto che l’adesione al percorso trattamentale è del tutto volontaria e sotto questo profilo decisiva è stata la capacità professionale espressa dagli operatori della Divisione Anticrimine della Questura che, in sede di notifica dell’Ammonimento del Questore, accompagnano il destinatario del provvedimento nel processo di recupero.

#AIUTIAMOLEDONNEADIFENDERSI è l’hashtag più volte espresso dal Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, perché l’obiettivo è mettere in sicurezza le vittime agendo nel contempo sul maltrattante con strumenti che hanno dato prova di concreta efficacia. Molto è stato fatto, in questi anni, per arginare il fenomeno della violenza contro le donne, e ciò grazie agli strumenti normativi di cui la Polizia di Stato è in possesso e grazie all’elevata specializzazione, più che trentennale, maturata in questa materia.

Sono state perfezionate le procedure sia del “pronto intervento” che quelle investigative ma, soprattutto, si è agito sul piano della “prevenzione”, ove si gioca la partita contro il femminicidio, in primis con lo strumento dell’Ammonimento del Questore, che i dati testimoniano essere estremamente efficace perché evita che i comportamenti violenti si ripetano, bloccando il c.d. “ciclo della violenza”, ed evitando che esso possa sfociare, in casi estremi, nella fisica soppressione della donna.

“Le donne e gli uomini della Polizia di Stato sono quotidianamente impegnati a mettere in campo ogni risorsa necessaria per combattere la violenza contro le donne, analizzando il fenomeno sotto tutti i punti di vista, cercando di individuarne le cause per poter intervenire in tempo, prima che sia troppo tardi”. Queste le parole del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Lamberto Giannini, che ha altresì sottolineato l’investimento continuo nella formazione di tutti gli operatori”, per consentire di “intercettare le condizioni di sofferenza delle donne e dei loro figli in modo da riuscire a mettere in campo tutti gli strumenti di intervento a disposizione”.

Con questo progetto la Polizia di Stato conferma il proprio impegno ad informare e soprattutto aiutare l’emersione delle situazioni di violenza, offrendo alle vittime – attuali e potenziali – il massimo supporto con personale specializzato, nella consapevolezza di quanto sia importante rompere l’isolamento e trovare il coraggio di parlare di ciò che avviene tra le mura di casa, perché gli episodi di violenza rappresentano una “vigliaccheria e un degrado per gli uomini e per tutta l’umanità” (Papa Francesco).


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