Fratelli Mirabello, la sorella Eleonora in lacrime a Radio CASTEDDU: “Non dimenticherò il loro sorriso e l’amore”

Un anno fa il brutale omicidio di Davide e Massimiliano a Dolianova, un caso non ancora del tutto risolto: “Chi li ha uccisi aveva dei complici”

Fratelli Mirabello, la sorella Eleonora in lacrime a Radio CASTEDDU: “Non dimenticherò il loro sorriso e l’amore”

Una storia ancora avvolta dal mistero, un gravissimo fatto di cronaca che non è stato risolto del tutto.
Ai microfoni di Radio CASTEDDU, l’avvocato Gianfranco Piscitelli e le sorelle dei due fratelli trucidati esattamente un anno fa.
Piscitelli: “Diciamo che le indagini, con il deposito della perizia necroscopica che stavamo aspettando, sono ormai avviate verso la conclusione. Abbiamo un padre e un figlio in carcere fin dal primo momento e un altro imputato a piede libero, indagato per favoreggiamento. Al momento le cose sono ferme così, io ho le mie idee e cercherò di portarle avanti. Sono convinto che non è tutto qui”.

Tra chi chiede ancora giustizia, ci sono le amate sorelle Eleonora, Caterina e Adelaide Mirabello: “Nell’arco di un anno ancora non me ne sono fatta una ragione – spiega in lacrime Eleonora – e non riesco a capire cosa ci possa essere di così grave da arrivare a un omicidio.
È tutto così assurdo, non si riesce a capire quale affronto ci sia stato anche se nessuno dovrebbe togliere la vita a un’altra persona. Noi avevamo saputo che circa due anni e mezzo fa c’era stato un contrasto che era finito lì, non sapevamo che c’erano stati altri precedenti. C’è caduto il mondo addosso, dalla sera alla mattina, una notizia agghiacciante.
Non credevo che i miei fratelli fossero stati uccisi fino al 3 di aprile, giorno in cui sono stati ritrovati: fino all’ultimo ho sperato che fossero legati da qualche parte, ma quello è il cuore che non accetta.
La situazione non è facile anche perché noi eravamo molto legati. Io dico sempre che siamo 5 figli non 3: Massimiliano si era trasferito da circa 9 anni, aveva conosciuto Luana e avevano iniziato una convivenza; i genitori di mia cognata sono di Dolianova e avevano deciso di vivere insieme lì, sperando in una vita migliore perché in Calabria non ci sono molte possibilità di lavoro.
Davide invece andava e veniva dalla Sardegna.
Non dimenticherò mai l’allegria di Massimiliano era sempre allegro e scherzava. Di Davide ricordo il suo amore perché era molto legato a noi ed estremamente protettivo, essendo anche il fratello maggiore.
Con molte persone di Dolianova siamo in contatto, anche oggi ho ricevuto tantissime telefonate, ci sono persone che ci stanno vicine”.
“È impossibile che un omicidio così pesante possa essersi svolto in silenzio, qualcuno, secondo me, ha sentito, visto qualcosa. Io chiedo anche una telefonata anonima ai carabinieri, non so come le persone possano vivere con un peso così. Quel giorno era una domenica, sono scomparsi verso le 3:30 del pomeriggio e la strada dove è successo tutto, ci hanno detto, che è trafficata soprattutto la domenica perché la gente va a passeggiare; noi vogliamo sapere la verità: se qualcuno ha visto davvero cosa è successo, può anche fare un qualsiasi cosa in anonimato però l’importante è che si sappia la verità. Dormirebbero tranquilli anche loro, avrebbero un peso in meno sulla coscienza “.

“Queste sorelle sono come delle figlie – prosegue Piscitelli – hanno affetto, non ho mai sentito una parola vendicativa nonostante tante cattiverie che sono state dette. È una famiglia legata e questi ragazzi erano dei lavoratori che vivevano del loro lavoro.
Quando sono stati trovati eravamo in pieno covid.
Ho assistito all’autopsia e li ho accompagnati all’aeroporto da dove sono partiti per arrivare al loro paese”.
“C’è qualcuno che sa, ci troviamo di fronte a un omicidio ben premeditato dove nel giro di pochissimo sono state fatte sparire due persone e bruciata una macchina in un posto molto frequentato.
Io resto nella mia convinzione che non erano solo in due ma ci sia stata la complicità di qualche altro ed è stata una cosa organizzata”.

Risentite qui l’intervista del direttore Jacopo Norfo
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