Carnevale 2026, Mura: «Così si distrugge il patrimonio culturale della città»
L’esponente di Alleanza Sardegna denuncia assenza di programmazione e rinuncia delle associazioni storiche
Il Carnevale cagliaritano 2026 si apre sotto il segno della polemica. La decisione di alcune associazioni storiche di non partecipare alla prossima edizione della manifestazione ha riacceso il dibattito sulla gestione degli eventi culturali in città e sul ruolo dell’Amministrazione comunale nella loro programmazione.
A intervenire con toni duri è Roberto Mura, esponente di Alleanza Sardegna, che in un comunicato definisce «gravissimo» quanto sta accadendo e parla apertamente di un fallimento politico e amministrativo.
Secondo Mura, la rinuncia di Sa Ratantira Casteddaia, Sa Ratantira Casteddu e ASC Senza Confini del Rione Marina non può essere considerata un fatto marginale. «Parliamo di associazioni che rappresentano storia, identità popolare e radicamento nei quartieri — sottolinea — non di comparse o presenze occasionali, ma di colonne portanti del Carnevale cittadino».
Nel suo intervento, Mura collega quanto sta avvenendo al Carnevale a una serie di criticità già emerse negli ultimi mesi. Dopo il «fallimento evidente» del Capodanno cagliaritano e la perdita di eventi consolidati come Marina Café Noir, la città — afferma — si avvia verso un Carnevale che rischia di essere «sottotono» o, nel peggiore dei casi, «l’ennesima occasione sprecata».
Le motivazioni che hanno spinto le associazioni a tirarsi indietro vengono definite da Mura «chiare e allarmanti»: tempi organizzativi ridottissimi, bandi pubblicati fuori tempo massimo, assenza di una visione condivisa e programmi che non rispecchiano valori, tradizioni ed aspettative. Elementi che, a suo avviso, dimostrano come non si tratti di un incidente di percorso, ma del risultato diretto di una gestione priva di pianificazione.
«È una politica che rincorre il calendario invece di governarlo», scrive Mura, denunciando una gestione episodica degli eventi culturali che finisce per indebolire il patrimonio culturale, economico e turistico della città.
Nel comunicato, l’esponente di Alleanza Sardegna pone una serie di interrogativi diretti all’Amministrazione comunale: «Cosa deve ancora accadere perché ci si renda conto che senza progettazione si distrugge il patrimonio culturale della città? Quante associazioni devono rinunciare? Quanti eventi devono spegnersi prima di ammettere che così non funziona?».
Per Mura, il punto centrale è il valore del Carnevale, che non può essere ridotto a semplice intrattenimento. «Il Carnevale non è folklore di contorno — afferma — ma identità, economia, attrattività e comunità. Quando le realtà storiche decidono di non partecipare, il problema non è loro: è un fallimento politico».
La conclusione è un appello a un cambio di passo immediato. «Continuare a far finta di nulla sarebbe irresponsabile — conclude Mura —. Cambiare metodo, tempi e visione non è più un’opzione, ma un dovere».










