Famiglia blindata in casa a Sestu: “Positivi al Covid tra debolezza e febbre, nessun tampone dall’Ats”

Colleghi positivi al lavoro, un 35enne effettua il test comprato in farmacia e scopre di avere il Covid. Stesso discorso per la compagna e uno dei figli, minorenni: “Abbandonati da sei giorni, vogliamo che ci facciano i tamponi molecolari: mangiamo solo grazie al grande cuore dei nostri parenti e vicini, ci lasciano la spesa sul pianerottolo”

Casi Covid riscontrati “tra alcuni suoi colleghi”, così un 35enne residente a Sestu passa in farmacia e acquista tre test rapidi. Uno per lui, uno per la compagna e uno per il figlio più grande. Risultato? “Tutti e tre positivi, da venerdì scorso viviamo blindati in casa e non abbiamo ricevuto nessuna chiamata dall’Ats, nonostante l’avviso del nostro medico di famiglia”. A raccontare il disagio che sta vivendo una famiglia sestese è Alessandra S., 35 anni: “Il mio compagno ha fatto il test giovedì scorso, io e il nostro figlio più grande venerdì. Il mio compagno sta male, è debole e ha la febbre, non riesce ad alzarsi dal letto. Anche io, per due giorni, ho avuto la febbre”. E in piena estate, con temperature pazzesche, l’odissea è completa: “L’Ats deve farci i tamponi molecolari, non è possibile che, a quasi una settimana di distanza, non ci abbia ancora contattato”.
La giovane pone l’accento anche su altre criticità: “Nessuno ci ha portato i sacchetti per fare la raccolta dei rifiuti. È assurdo”, tuona la 35enne, “stiamo riuscendo a mangiare grazie al grande cuore di mio fratello, si trova qui in vacanza e, insieme ai miei genitori e ai nostri vicini di casa, ci porta la spesa sin sul pianerottolo. Quanto potremo tornare alla libertà?”.


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