Expo, la vetrina per le aziende sarde: “Ma solo se verranno aiutate”

L’appello della Cna

 

L’Expo di Milano sarà una importante vetrina per le piccole aziende artigiane della Sardegna, ma a patto che siano aiutate a districarsi in una giungla di offerte per non correre il rischio di passare inosservate, sprecando tempo e risorse. Dell’opportunità per le PMI sarde di partecipare all’esposizione internazionale e della possibilità di ottenere un contributo da parte della Regione Sardegna si è parlato nel corso del dell’Assemblea regionale della CNA Alimentare che si è tenuta a Cagliari.  

«Il pericolo per le nostre aziende di spendere importanti cifre senza lasciare un segno e senza portare a casa risultato alcuno, è reale», ha spiegato il presidente regionale della Cna Alimentare Michele Peano nella sua relazione introduttiva. «E’ fondamentale – ha aggiunto – che le imprese, soprattutto le più piccole, vengano guidate ed aiutate ad orientarsi nel mare di offerte. E’ necessario che le istituzioni garantiscano un intervento imprenditoriale qualificato che permetta alla nostra isola di mostrare al mercato internazionale le sue risorse. Questo evento può lasciare un segno solo se saremo in grado di affrontarlo con la giusta preparazione e la giusta consapevolezza».  

Secondo la Cna Alimentare è fondamentale che la Regione Sardegna si impegni per garantire la presenza a Milano delle imprese piccole e meno strutturate che sono l’ossatura vera e propria del sistema imprenditoriale sardo. Proprio in quest’ottica Antonio Usai e Stefano Piras, funzionari della Regione sarda, hanno illustrato l’avviso, già pubblicato sul Buras, per la concessione di contributi alle PMI che intendessero partecipare all’evento.  

Durante l’assemblea della Cna si è parlato anche del Regolamento UE 1169/2011, entrato in vigore lo scorso 13 dicembre che rivoluziona la disciplina in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. Le novità sugli aspetti normativi e applicativi del Regolamento UE– dall’etichetta nutrizionale alla responsabilità dell’operatore, dall’indicazione degli allergeni agli obblighi sulle informazioni obbligatorie– sono state illustrate all’assemblea da Gianfranco Cubadda, esperto del settore agroalimentare, e Anna Paola Mameli del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione della Asl 6 di Sanluri.  

«I consumatori chiedono a gran voce un’etichetta trasparente anche in ragione delle numerose patologie che ogni giorno aumentano in numero ed incidenza – ha spiegato Michele Peano – ma la scarsa chiarezza della materia sta comportando un disorientamento forte per gli operatori».

 


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