Entusiasmo e applausi per il concerto dei “Collage” a Cagliari

Di Paolo Piu

La ventesima edizione della rassegna “Sull’Onda dei Ricordi”, organizzata dall’instancabile direttore artistico Lucio Tunis, da sempre anima e corpo della manifestazione, ha visto come protagonisti i “Collage”, gruppo sardo formatosi negli anni ’70, che da allora entusiasma e affascina il pubblico con le loro canzoni melodiche, rendendoli uno dei gruppi musicali più longevi ancora in attività, sempre capace di richiamare un gran numero di spettatori ai loro concerti.

Come è avvenuto sabato 9 marzo all’Auditorium del Conservatorio “Pierluigi da Palestrina”, dove per oltre due ore i quattro ex ragazzi sardi hanno intrattenuto il pubblico ininterrottamente con le loro belle canzoni, ancora oggi capaci di evocare atmosfere spensierate e ricordi legati alla giovinezza, coi loro successi di sempre, quali  “Due ragazzi nel sole”, brano che li lanciò nel mondo dello spettacolo e gli fece vincere il Festival di Castrocaro nel 1976, a “Tu mi rubi l’anima” che si classificò al 2° posto al Festival di Sanremo l’anno successivo, per continuare con “Donna musica, “Sole rosso” e “La gente parla” , per citare solo le canzoni più note. Nel corso dello spettacolo il gruppo ha eseguito anche brani dal loro ultimo CD, intitolato “Inconfondibile”, che segna una svolta musicale, dal genere melodico a quello più tendente al rock. Anche molti dei loro brani tradizionali sono stati arrangiati secondo questo stile, più vicino ai gusti del pubblico di oggi.

Il concerto di sabato è stato l’ultimo del loro tour invernale, prima di dar inizio a quello estivo che partirà da aprile e vedrà fra le loro tappe anche diverse località della Sardegna.

Intervista a Tore Fazzi, leader e voce solista del gruppo.

È stato difficile emergere e arrivare al successo per un gruppo sardo negli anni ’70?

– Sì, molto. All’epoca non c’erano gli stessi mezzi e gli stessi canali di comunicazione di oggi. Lasciare la Sardegna era assai costoso e complicato.

Che cosa ha significato per voi essere tra i protagonisti della musica leggera di quegli anni?

– Quello che significa sempre ancor oggi: far parte di un mondo privilegiato e far sì che si posa fare ciò che più piace.

A chi vi siete ispirati musicalmente e perché avete scelto questo nome per il vostro gruppo?

– All’epoca suonavamo nelle piazze, eseguendo le cover dei gruppi musicali più in voga del periodo. Il brano “Collage” delle “Orme” è stato scelto come nome del gruppo.

C’è qualche eco della Sardegna nelle vostre canzoni?

– Sì, soprattutto nella nostra timbrica vocale e nella melodia, un mix che fonde l’armonia tipicamente sarda col country, soprattutto quello californiano dei grandi gruppi americani.

Nella vostra evoluzione musicale siete passati dal genere melodico a un genere più tendente al rock.

– I brani live sono sempre più tendenti al rock, rispetto al disco inciso in sala, che ha un sound più pacato. Il nostro ultimo CD invece è nato proprio con lo stile rock, tipico del concerto.

Come trovate lo scenario musicale e i gusti del pubblico di oggi, rispetto agli anni d’oro della canzone italiana?

– La musica oggi sta perdendo molto. Tende più a creare un bello spettacolo visivo, ma non è più musica in senso proprio.

Cosa direste oggi ai musicisti emergenti?

– È un po’ difficile sapere cosa dire, ma auguro a tutti loro di potersi divertire per 40 anni, come abbiamo fatto noi.