Elio, sardo doc nella Berlino 30 anni dopo la caduta del Muro: “Che gioia, ho conservato un pezzo di quel cemento..”

Gianfranco Carboni da berlino dove si stanno festeggiando i 30 anni dalla caduta del Muro raccoglie le bellissime testimonianze di tanti italiani

Noi esseri umani non abbiamo imparato mai abbastanza: i muri, che frappongono le persone e le cose, sono puro terrore. La stupenda metafora sulla libertà: “La mia libertà finisce dove inizia la tua”, è bellissima, sintetica, vera. Come si può parlare di libertà se hai un muro (un recinto) che impedisce le relazioni umane e che se oltrepassato mette a rischo la tua vita? Nel mondo non si trae lezione dai muri passati, si continua a costruirne, a dividere, a creare recinzioni in tante parti del globo. Berlino è molto cambiata da quel 9 novembre del 1989 e da decenni l’arte, la musica, la politica internazionale e la storia vi fanno capolino. Alcune delle testimonianze.
Anthony: nato a Parigi sono a Berlino dal 2007. “Quando sono arrivato, Berlino mi ha dato una grande sensazione di libertà. Ho pensato che potevo fare qui quello che volevo, Parigi è una città finita, Berlino è in costruzione (fisicamente e mentalmente). Ciò che ho amato è il mix di frenetico e verde”.
Elio, sardo sino al midollo: “Lavoravo da anni in Germania, sentimmo la notizia alla radio con degli amici ci vestimmo ed uscimmo immediatamente, quando arrivammo tanta gente con picconi, martelli, con ogni genere di strumento rompeva letteralmente la recinzione. Erano felici, festeggiammo anche noi; ho conservato un pezzo di quel cemento, uguale ad altri, allo stesso tempo unico e di valore affettivo inestimabile”. Diana: “Vivevo nella Berlino Est, nel 1989 avevo 30 anni, per 28 anni sino a quando cadde convivevo con il muro. Oggi lavoro a Berlino, a pochi passi da Potsdamer Platz, lo stesso numero di anni, fortunatamente senza un muro che ha separato e tante vite. Comunque, sotto certi aspetti nella Berlino est non si viveva male”.
Ultimi due giorni di ricorrenze, nelle sette giornate e nei sette luoghi simbolo scelti per l’anniversario che si conclude nella Tor di Brandenburg con un concerto. Molti vi assisteranno sotto la stupenda installazione di 150 metri composta da 30.000 foglietti in cui sono incise a mano parole e frasi sulla libertà. Finirà in musica, come è giusto che sia, da sempre motore di tutti i sentimenti. Come sottolinea Patti Smith, regina del punk rock (ebbe grande importanza nella rivoluzione pacifica) che si è esibita in un luogo simbolo, la Gethsemanekirche. La chiesa del Getsemani è nota per la sua storia speciale durante la rivoluzione pacifica del 1989, oltre che alla Pierre Boulez Saal. L’artista, in uno dei suoi brani più famosi cita il popolo: “People have the power” – il popolo ha il potere di abbattere tutti i muri contro la libertà. Freedom, peace and love Berlin.

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