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Donna Ceteris alla Regione: “Manca una rete contro la violenza”

di monicapanzica
20 Giugno 2017
in campidano, sardegna

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Silvana Maniscalco, Presidente Donna Ceteris,l’Associazione no profit, fondata a Cagliari nel 1995, un gruppo femminile che difende la donna, diffonde una nota molto importante concernente l’omicidio di Villacidro

L’omicidio di Villacidro è il sinonimo di una lacuna a cui occorre porre rimedio: assistiamo infatti all’assenza di una Rete di intervento che metta insieme tutte le energie del territorio, dalle forze dell’ordine ai Centri Antiviolenza, dalle famiglie alle strutture ospedaliere, dai servizi sociosanitari alle scuole.
Donna Ceteris lavora da anni in questa direzione. Ora ci attendiamo che dopo la legge approvata in Consiglio Regionale l’Assessore alla Sanità, Simona De Francisci, convochi rapidamente un tavolo comune per costruire un intervento sinergico su tutta l’Isola.

 

“L’omicidio di Marta Deligia a Villacidro non può lasciarci inerti, sconfitti, o semplicemente fermi sulla drammaticità del fatto, ma bensì, ci deve porre in una condizione di immediata reattività: disposti a capire cosa deve essere migliorato nell’azione di tutela e prevenzione dei casi di violenza e stalking. Affinché venga meno l’ormai nota equazione del male che, non poche volte, trasforma una fattispecie di maltrattamento estremo, in un’anticamera della morte.

Si è parlato in più occasioni del valore della parola, della necessità di promuovere una cultura della denuncia immediata, di dare voce al silenzio, mettere in luce le ombre della paura che troppo spesso sono causa di una radicalizzazione della violenza, di un’autodeterminazione incontrollata da parte degli stalker, o violentatori, nei confronti delle vittime.

Ebbene, tutto questo è importante, ma non basta se concepito singolarmente. Perché occorre anche altro. Ovvero, la costruzione di un sistema, di una rete di collaborazione sinergica, un movimento intercongiunto che si interfacci continuamente sul territorio, che incroci le proprie azioni, i propri dati, le segnalazioni che giungono dalle comunità, gli interventi, le campagne di sensibilizzazione, la salvaguardia delle vittime. Una sistematizzazione razionale di strumenti che accerchi gli attori della violenza, li stringa in una morsa di monitoraggio ininterrotto, trasmettendo alle tante donne che scelgono il silenzio un sostegno, un incentivo a uscire fuori allo scoperto. In altri termini, una rete sociale che si articoli e si allarghi, che responsabilizzi tutti, le famiglie coinvolte, i vicini di casa che sanno ma non intervengono, le strutture ospedaliere, le forze dell’ordine, le amministrazioni comunali, i servizi socio-sanitari, le scuole. E soprattutto, i Centri Antiviolenza, il cui ruolo diventa determinante e decisivo nella misura in cui operino sul territorio in un’ottica di militanza e presidio reale, nella direzione di un’operatività concreta, non solo dunque nella veste di osservatori o elaboratori di casistiche.

Più volte, Progetto Donna Cetreris, si è fatta portatrice di questo compito: costruire una rete, riunirla insieme, e sollecitare i protagonisti. E’ evidente che mettere in piedi questo nuovo modo di gestire le segnalazioni di violenza, e prevenire i casi di omicidio, richiede forze, risorse e dialogo. La nuova Legge approvata in Consiglio Regionale qualche settimana fa ha introdotto novità importanti non solo in termini normativi, ma anche su un piano strettamente finanziario. Ci attendiamo quindi che al più presto, l’Assessore Regionale alla Sanità, l’Onorevole Simona De Francisci, anche a seguito della richiesta giunta dall’esponente in Consiglio Regionale, l’Onorevole Sisinnio Piras, solleciti l’apertura di un tavolo congiunto fra tutti i Centri Antiviolenza dell’Isola, e con essi, i principali attori sociali coinvolti nel tema della violenza di genere. Per dare una spinta all’edificazione sociale e politica di una Rete che riduca gli spazi del silenzio e della violenza.

 

Tags: Ceterisdonnadonneviolenza
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