Dolianova, famiglia strozzata dal debito lasciato da un parente: “Aiutateci a salvare la nostra casa”

La loro abitazione, del valore di 160mila euro potrebbe finire in mano a chiunque con la metà della somma. Una madre, Paola Casula, e i suoi due figli rischiano di non avere più un tetto: “Metà casa è nostra ma non è sufficiente per salvarci. Ci servono quarantamila euro entro la fine dell’estate, una cifra che non riusciamo a mettere da parte coi nostri lavori”


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Un debito, “mai pagato da un parente che poi si è reso irreperibile”, sta portando una famiglia di Dolianova a tremare ogni giorno di più. La loro abitazione in via San Michele 2, infatti, entro la fine dell’estate finirà all’asta. Metà dell’appartamento è di chi si è reso uccel di bosco, “sono anni che non abbiamo sue notizie”, spiega Andrea Solinas, 28 anni, figlio più piccolo di Paola Casula, donna di 56 anni che ha anche un altro figlio, Stefano, 30 anni. In tre hanno necessità di avere “quarantamila euro entro massimo due mesi e mezzo”. Hanno aperto una raccolta fondi online (QUI il link) e sinora sono arrivati circa settemila euro. La strada verso quota 40mila è ancora molto lunga: “Con quella cifra potremmo ricomprarci tutta la casa, grazie ad un accordo tra gli avvocati. Il valore è di 160mila euro ma oggi ne bastano ottantamila per averla perchè, asta dopo asta, il prezzo è sceso”. Insomma, chi la dovesse acquistare farebbe davvero un affarone. Ma saprebbe, in parallelo, di stare condannando una famiglia a non avere più un tetto: “Se dovesse essere venduta a me, mio fratello e mia mamma andrebbero solo quarantamila euro, una cifra con la quale non compri nemmeno uno sgabuzzino”, spiega Andrea Solinas.
“Lavoriamo tutti e tre. Mio fratello a chiamata, fa il rider. Io assisto un disabile, idem mia mamma, che è anche badante. Chiediamo una mano d’aiuto a chiunque, anche un’offerta di pochi euro potrebbe fare, alla fine, la differenza. Per noi è impossibile mettere da parte quarantamila euro con i lavori che facciamo, l’unico modo per evitare di non avere più un tetto sopra le nostre teste è che ci sia tanta generosità da parte delle persone che prenderanno a cuore il nostro dramma”.


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