Degrado e abbandono nel quartiere di piazza del Carmine: la denuncia di un residente
Una situazione di degrado crescente che, nonostante le numerose segnalazioni al Comune, continua a peggiorare. È quanto denuncia un residente del quartiere di piazza del Carmine, R.C., che da tempo segnala lo stato di abbandono in cui versano via Tavolara e la vicina via Maddalena.
Secondo quanto riferito, via Tavolara sarebbe diventata un punto abituale di ritrovo per tossicodipendenti, che utilizzano la strada per iniettarsi sostanze stupefacenti, abbandonando siringhe, rifiuti e deiezioni umane. Le fotografie inviate dal residente, scattate appena mezz’ora prima della segnalazione, documentano una situazione definita “ormai ingestibile”.
Il problema non si limita a una singola via. Anche le strade limitrofe a piazza del Carmine sarebbero sempre più spesso utilizzate come latrine a cielo aperto, con evidenti conseguenze sul decoro urbano, sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei residenti e dei commercianti della zona.
«Ho inviato più volte segnalazioni al Comune – spiega R.C. – ma nulla sembra cambiare. Viviamo in una zona centrale e storica della città, eppure siamo lasciati soli a convivere con degrado e inciviltà».
Il residente punta inoltre il dito contro una cronica mancanza di servizi igienici pubblici, non solo nel quartiere di piazza del Carmine ma anche in altre aree strategiche della città, come viale Buoncammino, particolarmente frequentato nei mesi estivi da turisti e cittadini. «Le persone non sanno dove andare per i bisogni primari, e il risultato è sotto gli occhi di tutti», sottolinea.
Accanto alle responsabilità istituzionali, viene evidenziata anche una carenza di senso civico da parte di alcuni residenti, in particolare di chi porta a passeggio i cani in Viale Trieste senza poi raccoglierne le deiezioni, contribuendo ulteriormente al degrado delle strade.
La richiesta è chiara: più controlli, maggiore presenza dei servizi di pulizia e sicurezza, e soprattutto l’installazione di bagni pubblici, per evitare che interi quartieri vengano abbandonati al degrado. «Serve un impegno concreto dell’amministrazione – conclude R.C. – ma anche una presa di coscienza collettiva: il decoro urbano è responsabilità di tutti».










