Dario Prefumo, il re degli anni ’80 a Cagliari: “Le vere discoteche”

Lo storico deejay cagliaritano ricorda con emozione e occhi lucidi quei meravigliosi anni della movida in città: “Ancora oggi, credetemi, è una gioia mettere in consolle il primo disco”

“Quanti bei ricordi”: lo dice con occhi lucidi, di chi guarda al passato sorridendo e di chi oggi, nel 2016, assiste al cambiamento o forse, per spirito critico, si adatta come tutti del resto, alla nuova era modernizzata di discoteche e lounge bar. Dario Prefumo,  lui che fin da piccolo ascoltava di tutto dai Genesis e Pink Floyd, dai Dee Purple agli Eagles, passando per i cantautori italiani, De Gregori o Bennato e tantissima disco americana KC, Jimmi Bo Horne Donna Summer e non solo. Insomma, la musica era la sua passione, conserva ancora tantissimi vinili. Poi iniziò con i suoi amici a mettere musica alle feste in casa (in quel periodo – dice lo storico deejay Dario Prefumo – non avevamo neanche un mixer si usavano due giradischi compatti, finiva un disco e mettevi l’altro). 

GLI ALBORI. “Un giorno mio fratello maggiore sempre nel 78 iniziò a fare il dj in un club e cominciò a comprare discomusic e funky che mi piacevano tanto”. Questo è l’esordio della storia di Dario Prefumo, all’anagrafe così come nei flyers, i suoi “vizi” fuori dalla consolle. Vivrebbe a Miami come città ideale e nella sua playlist automobilista c’è spazio principalmente per chill out, funky ’70-80, e house cantata. Era il tempo delle cricche, le feste nelle varie case, ma frequentando gente più adulta lo stesso anno, nel 1978, fui portato per la prima volta in discoteca al Lido. Il dj era Filippo Lantini. E Dario ammette: “Ne rimasi colpito per scelta musicale e tecnica. Dopo quella serata la passione aumentò e iniziai (anno 1981, ndr) a lavorare in disco”. Gavetta anche fuori… poi una delle prime volte a Cagliari il Lipstique (prima di chiamarsi Xenon), il dj era Marco Falchi, molto bravo mi conosceva, era un amico di mio fratello e vicino di casa”. Il ricordo, come se fosse oggi, con un brivido d’emozione: “Entrai in consolle e guardai la pista. Un migliaio di persone che ballavano. Lui mi disse di mettere un disco che doveva andare all’ingresso. E ancora lui stesso a raccontare, con emozione: “Ero terrorizzato, mi tremavano le mani presi il disco, Gap Band – Burn rubber on me”, lo misi a tempo e lo mandai e dopo misi Instant Funk Everybody, lui ritornò dopo venti minuti mi confessò che lo fece appositamente per farmi abituare al pubblico”. 

Il suo sogno cominciava a realizzarsi, poi “entrai al Lido e dopo un mese e mezzo fui mandato via da un organizzatore, Luciano Congiu (gestore del Charlie Via Dexart) che a settembre 1982 insieme a Sese il socio mi portò con sè al Villarosa per tutta la stagione e la collaborazione continuò per tantissimi anni”. Il proseguo fu nelle varie discoteche. New Magical, Charlie, Aquarium di Torre delle Stelle con i dj Lantini e Giulio Massidda, Capo Blu, Kilton, K2, Planetarium, Altura, Zero, Cormorano, Sa Launedda, Crocodile e altre ancora. “Ad ogni serata, prima di mettere il primo pezzo, ancora oggi provo una forte emozione, ma ammorbidita dal mio adorabile pubblico”


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