Esperti del settore hanno analizzato la proposta di legge, scartata a favore dell’autonomia energetica.
Ieri, nella seduta congiunta tra IV (Urbanistica) e V (Energia) Commissione, “abbiamo ascoltato esperti giuristi e accademici in materia costituzionale per analizzare la proposta di legge “Pratobello 24” (rilanciata recentemente anche come “Pratobello 26″)” spiega il consigliere regionale Gianluca Mandas. È emerso che la “Pratobello 24 ha un impianto molto simile alla LR 20/2024, usa la chiave urbanistica/statutaria e tratta la “non idoneità” come se fosse, di fatto, un divieto. Proprio per questa impostazione, i profili di incostituzionalità sono altissimi e la sentenza della Corte Costituzionale n.184/2025 ha chiarito che i divieti non possono essere aprioristici.
La competenza regionale in materia urbanistica non può prevalere negli effetti sulla normativa statale: usare l’urbanistica come “grimaldello” per introdurre divieti generalizzati determina problemi di legittimità e incostituzionalità”.
La strada corretta proposta per a transazione energetica sarebbe la “copianificazione e rafforzamento dei procedimenti amministrativi, che sono il luogo in cui si costruiscono istruttorie solide e si rilasciano pareri motivati, di diniego o autorizzativi. Oggi, ancora di più, la parola chiave deve essere autonomia energetica, come protezione sociale ed economica per famiglie e imprese, con una regia pubblica capace di orientare investimenti e benefici locali”.
Il passaggio successivo sarà quello di proseguire i lavori in Commissione con l’aggiornamento del Piano Energetico Regionale, per mettere ordine, definire priorità e fissare obiettivi misurabili nel medio-lungo periodo.











