Stato di calamità naturale in tutto il territorio di Quartu. Dando seguito a quanto anticipato dal Sindaco Graziano Milia, oggi la Giunta comunale ha deliberato ufficialmente la volontà di interessare gli organi statali, regionali e metropolitani, richiedendo un intervento immediato, anche in termini finanziari, per l’avvio del processo di ripristino dello stato dei luoghi, dopo i fenomeni meteorologici che nella prima parte della settimana hanno provocato ingenti danni alle abitazioni civili e criticità strutturali sull’intera rete viaria e sulla rete scolante.
Pioggia intensa, vento, mareggiate di rara impetuosità. L’ondata di maltempo abbattutasi su Quartu per diversi giorni ha interessato senza soluzione di continuità l’intero territorio comunale. Criticità che hanno causato l’allagamento di numerose strade cittadine unitamente a immobili privati, attività produttive, aziende agricole e zootecniche, oltre che danni al patrimonio ambientale e infrastrutturale pubblico. Particolarmente colpita la zona costiera, sia la parte urbanizzata che la costa bassa e sabbiosa, con copiosi allagamenti delle rete viaria e delle strutture, attribuibili alle eccezionali mareggiate.
L’eccezionalità dei fenomeni meteorologici è stata d’altronde confermata dalle portate idrauliche, di molto superiori a quelle sostenibili dalle esistenti reti di raccolta e di canalizzazione in termini di smaltimento. Ai deflussi di significativi volumi della rete idrografica e canalizzata comunale si sono aggiunti i continui rilasci dei deflussi dalle dighe e dagli invasi posti a monte dei rii Corongiu e Sa Pispisa. Eventi fronteggiati nell’immediato con interventi dei Vigili del Fuoco, del Corpo di Polizia Municipale, delle Organizzazioni di Volontariato convenzionate con l’Ente per le finalità previste dal Piano Comunale di Protezione Civile, nonché da tecnici e operai comunali.
Vi è quindi la necessità di interventi straordinari per il ripristino delle opere e degli impianti pubblici, delle strutture private, oltre al necessario sostentamento delle aziende agricole e zootecniche danneggiate e delle attività produttive in genere. I responsabili comunali dei vari settori, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, sono impegnati già da ieri nei necessari sopralluoghi per stilare conseguentemente le relazioni inerenti lo stato di precarietà e pericolosità di edifici, impianti, infrastrutture e attività colpite. Una ricognizione dei danni ai fini delle successive richieste di contributo previste dalla vigente normativa.
Il passaggio successivo è infatti la richiesta di uno specifico finanziamento alla Regione Autonoma della Sardegna, all’Assessorato Difesa e Ambiente, e alla Direzione generale della Protezione Civile regionale, ai sensi dell’art. 3 del della Legge Regionale n. 28 del 21 Novembre 1985 (modificato dall’art. 14 della L.R. 17 Gennaio 1989, n.3), proprio in relazione ai costi sostenuti per gli interventi urgenti volti a fronteggiare l’emergenza degli scorsi giorni, nonché ai costi necessari per la riparazione dei danni subiti.













