Ciao Simone: Assemini piange il fenomeno del basket dal cuore fragile

I messaggi di dolore degli amici su Facebook e il ricordo del suo professore


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Assemini piange Simone Piano, il  piccolo fenomeno imbattibile a basket. Si stringe attorno al padre Roberto e alla mamma Anna Sanna: il bambino di 12 anni, residente in via Flumendosa, è morto questo pomeriggio mentre felice faceva il suo consueto giro in bici. 

L’aveva fatto chissà quante altre volte, ma oggi ogni pedalata risultava più pesante da fare. Troppi sforzi e il suo debole cuoricino infatti era malato da tempo, non ha retto. Si è accasciato a terra ed è diventato cianotico. Immediato l’intervento prima della Fraternità della Misericordia e subito dopo sono arrivati i medici del 118 con un’ambulanza medicalizzate che a sirene spiegate l’ha trasportato al Santissima Trinità a Cagliari. I medici durante il trasporto hanno fatto di tutto per strapparlo alla morte, ma il suo debole e provato cuoricino ha smesso di battere prima dell’arrivo in ospedale. Non c’è stato più nulla da fare. È stata disposta l’autopsia e il medico legale stabilirà con certezza la causa della sua prematura scomparsa. 

I genitori, i nonni, gli amici e i compagni della scuola media Pascoli piangono la perdita di Simone. Non si danno pace. Non sembra vero che una normalissima domenica, si sia improvvisamente trasformata in tragedia.

Moltissimi i messaggi sulla sua pagina Facebook: “Con te ci divertivamo un sacco. Non voglio crederci”, e un altro: “Una coltellata è meno dolorosa”, ancora: “Non è possibile, come si può morire a 12 anni? Non ci posso credere”, “Rimarrai sempre nella casa del mio cuore”. Angela riserva un pensiero anche per il papà Roberto e la mamma Anna: “Dio dai pace ai genitori”. 

Molti gli scritti degli amici che nel linguaggio tipico di quell’età urlano il loro dolore e non si rassegnano alla perdita del loro amico divertente e di compagnia. “Sempre sorridente. Si entusiasmava per ogni piccolo avvenimento”, in tanti continuano a ricordarlo così. “Perché proprio te? Eri il più simpatico della classe. Con il tuo modo di fare facevi ridere tutti. A scuola, ravvivavi le mattinate. Perché proprio adesso?”, un altro continua: “Simo quest’anno scolastico non sarà più lo stesso senza te. Ci mancherai” Il suo compago di banco lo ricorda così: “Mi mancherà tanto. Me ne faceva di tutti i colori e gli volevo un mondo di bene, gliene voglio anche ora che non c’è più”, “Ti ricorderò sempre con il tuo bellissimo sorriso e di come facevi le finte giocando a basket e riuscivi a fregare l’avversario con le tue faccine. Ora proteggi tutti noi da lassù”. 

Non intendono accettare la morte prematura di Simone, ma preferiscono ricordarlo ancora vivo, quando rientrava a casa di corsa dopo aver trascorso il tempo in compagnia degli amici. E poi il tempo passato su Facebook per chattare e scherzare sui fatti divertenti della giornata. 

“Una tragedia terribile. Vorrei non fosse vera. Questa è un’assurdità. Tutto il resto diventa inutile e insignificante. Sono addolorato”, commenta con amarezza il Sindaco Mario Puddu. E il suo professore, Piero Collu aggiunge: “Un alunno brillante che svolgeva le attività con entusiasmo. Era sempre disponile e i compagni lo apprezzava anche per questo”.