“Ciao Gianfranco Palmieri, grazie a te ho amato il tennis e sono diventato maestro a Cagliari”

Un maestro che ha perso il maestro. Andrea Lecca, uno dei maghi del tennis cagliaritano, deve tutto a Lillo Palmieri, stroncato da un infarto al Poetto: “Prima lezione con lui a 14 anni, nel 1982. Arrivavo da una famiglia umile, avevo un po’ di vergogna. Mi ha tranquillizzato, dicendomi che non contavano i soldi ma solo il campo e l’impegno con la racchetta: gli devo tutto”


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Ha preso il cellulare in mano, ha visto il numero di uno dei suoi tanti colleghi del tennis club, ha risposto e non ci ha voluto credere: “È morto Lillo”. Andrea Lecca, 54 anni, ha subito chiamato il suo maestro: “Ho sperato che mi rispondesse, invece dall’altro capo dello smartphone c’era la figlia, Viola, distrutta dal dolore”. Dolore che, da quell’istante, ha invaso anche tutto il corpo e la mente di uno dei maghi della racchetta, istruttore in quel tennis club portato in alto da Gianfranco Lillo Palmieri, storico direttore del tennis club di Monte Urpinu, stroncato da un infarto mentre, a 79 anni, stava passeggiando al Poetto: “Ho perso il mio secondo papà”, dice, tra le lacrime, Lecca: “Insieme a lui ho lavorato per quarant’anni. Mi ha fatto crescere, sono diventato prima giocatore, poi maestro e ancora prima uomo, con la U maiuscola”. Si ricorda i rimproveri, le ramanzine, ma naturalmente anche i complimenti per i progressi fatti sulla terra rossa del tennis club di Monte Urpinu, Andrea Lecca: “Prima racchetta presa in mano, con lui, quando avevo solo 14 anni, era il 1982. Arrivavo da una famiglia umile e avevo un po’ di vergogna”. Il mondo del tennis, sport all’epoca ancora visto come una disciplina elitaria da non poche persone, non gli sembrava una realtà masticabile a lungo. E invece… “E invece lui, dopo poche settimane, mi ha preso da parte e mi ha detto che non contavano i soldi, ma solo l’impegno sul campo”.
E così ha fatto, Andrea Lecca: “Tutti i migliori tennisti sono stati formati da Lillo, vera anima del nostro tennis club, sempre pronto a organizzare eventi importanti per dare lustro alla società tennistica cagliaritana”. Sino a due anni fa non passava giorno senza che Palmieri passasse al tennis club. Poi, le sue visite si sono fatte meno frequenti, soprattutto dopo che, poco più di due anni fa, aveva terminato la sua esperienza come direttore del circolo: “È venuto ogni tanto per fare qualche lezione privata, ma per tutti noi ha continuato ad essere la vera anima del tennis club. Se oggi sono un maestro di tennis, lo devo a lui”.