“Chiudere le piazze di Cagliari alle 21? Impossibile, no ai vigili costretti ad acchiapparella”

Truzzu: “Ne servirebbero 4 per piazza ogni notte e la mattina dopo non avrei nessuno in servizio. Impraticabile. E poi chi mi garantisce che non si spostino? Esempio se io presidio piazza Yenne e il Corso ma poi tutti si radunano al Poetto? E’ una foglia di fico per salvarsi la coscienza”

Chiudere le piazze alle 21? Per il Comune è impossibile. Troppi pochi vigili che sarebbero costretti a giocare ad acchiapparello, a spostarsi cioè da una piazza all’altra della città nel tentativo di acciuffare i trasgressori
Il sindaco di Cagliari Truzzu boccia così il Dpcm di ieri del Governo Conte, almeno nella parte che riguarda (anzi che riguardava) i sindaci: Impossibile, impraticabile e di scarso risultato.
Ieri abbiamo un nuovo positivo e siamo a 109”, dichiara Truzzu, “ma da settembre e oggi il dato dei contagi ha oscillato tra 90 e 115 e da 45 giorni è stabile non c’è nessun incremento. Attribuisco questo al fatto che i cagliaritani, al netto di qualche eccezione, sono stati attenti sin dall’inizio. D’estate c’è stato un po’ più di relax, ma ora vedo quasi tutti con la mascherine”.
Chiudere la movida per Truzzu sarebbe impossibile. “Nel Dpcm non c’è scritto chi dovrebbe chiudere le pizze alle 21”, spiega il primo cittadino cagliaritano, “se spettasse solo a noi e alla polizia municipale sarebbe impossibile da realizzare, ci perché ci vorrebbero 4 vigili per piazza e il giorno dopo la mattina non avrei nessuno in servizio. Impraticabile. E poi chi mi garantisce che non si spostino? Esempio se io presidio piazza Yenne e il Corso ma poi tutti si radunano al Poetto devo costringere la municipale a giocare ad acchiapparello? è una foglia di fico per salvarsi la coscienza. La verità è che noi non ce la facciamo e il riferimento ai sindaci è stato eleminato dal Dpcm davanti alla sollevazione popolare. Per farlo serve la collaborazione delle forze dell’ordine e delle prefetture. Oltretutto non è giusto sottoporre le realtà locali alle pressioni dei cittadini, dopo il lavoro che ci siamo sobbarcati in silenzio. Cornuti e mazziati proprio no.”


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