Centrale biomasse a Capoterra e Assemini: “Stop e sigilli al cantiere”

Allarme di Claudia Zuncheddu: “Se le risultanze delle nostre analisi sull’inquinamento troveranno conferma, bisognerà subito fermare i lavori della nuova centrale”


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«Se le risultanze delle nostre analisi sul progetto dovessero trovare conferma e avvallo da parte dei tecnici comunali, al Sindaco di Assemini non resterebbe altro che bloccare i lavori e far sigillare il cantiere». Lo ha affermato la consigliera regionale di SardignaLibera, Claudia Zuncheddu, in merito al progetto di realizzazione di una centrale a biomasse nell’area industriale di Macchiareddu.

 

«Capoterra e i suoi cittadini – afferma Zuncheddu – hanno già dato tanto in termini di esposizione a miasmi e veleni industriali, eppure da qualche mese la situazione si è fatta ancora più critica. I dati di inquinamento ambientale della zona sono sconcertanti: il territorio è stritolato a ovest dalle ciminiere Saras, a est dall’inceneritore del Tecnocasic, a nord dal nascente “eco-mostro” di Macchiareddu».

 

«Questa mattina – continua Zuncheddu – ho provveduto ad inviare una dettagliata lettera al Sindaco di Assemini, elencando le varie anomalie riscontrate e le palesi contraddizioni del progetto esecutivo della Powercrop Srl con quanto sancito dal Regolamento Edilizio Comunale».

 

«Nello specifico – spiega Zuncheddu – partendo dall’analisi degli articoli 30, 32, 37, 47 del Regolamento Edilizio Comunale è facile desumere come alcuni locali previsti nel Progetto Esecutivo depositato dalla Powercrop non rispettino quanto prescritto dall’art. 66 del medesimo Regolamento che prevede una quota minima di progetto a +30cm rispetto al livello zero di riferimento. I blocchi progettuali n° 1 e n° 14 sono invece posti a +25cm da terra».

 

«Poiché le quote vengono pensate per garantire la salubrità degli edifici, il rispetto di tale condizione potrebbe richiamare l’interessamento della ASL di competenza. Di tali perplessità – conclude Zuncheddu – ho messo a conoscenza anche i Sindaci dei limitrofi Comuni di Capoterra, Cagliari, Elmas, Uta e Decimomannu, affinché si possa arrivare ad un’azione congiunta volta a bloccare l’ennesimo progetto di speculazione energetica totalmente incompatibile col benessere collettivo dei sardi».


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