Caso Tanka, la crisi non ferma il Golf Club: “Ma da Valtur un danno di immagine”

Il direttore, Richard Cau: “Nonostante la proprietà e la gestione del complesso sportivo siano diverse da quelle della struttura alberghiera, il caso Valtur rischia di danneggiarci sia a livello di immagine che economico”

di Vanessa Usai

Le difficoltà del gruppo Valtur e le incertezze sulla stagione 2018 del Tanka Village non fermano le attività del Tanka Golf Club di Villasimius. La conferma arriva direttamente dal direttore della struttura, Richard Cau: “Premesso che ci auguriamo e confidiamo che la situazione si risolva al più presto, teniamo a precisare che il campo da golf prosegue regolarmente l’attività, è aperto al pubblico e lo sarà per tutta la prossima estate”, fa sapere Cau.

Le 18 buche vista mare a pochi passi dal Tanka Village sono dunque salve, e questo perché, nonostante il nome, il complesso sportivo è di proprietà di Unipol Sai e non dell’Enpam, e anche la gestione con è correlata in alcun modo a Valtur.

Il caso Valtur rischia tuttavia di danneggiare a livello di immagine ed economico anche il Golf Club. “Ricevo chiamate di golfisti convinti che il club sia chiuso, e questo non può che danneggiarci”, spiega Cau, che da 8 anni dirige il Tanka Golf. Un club aperto tutto l’anno, ma che certamente trae una parte cospicua della clientela, durante la stagione estiva, proprio dal vicino Tanka Village, da cui proviene circa il 20% dei golfisti. Il restante 40% dell’indotto è rappresentato da clienti delle altre strutture ricettive del territorio, il 30% dai proprietari di seconde case e il 10% da locali, provenienti soprattutto dal cagliaritano. “Sono abbastanza ottimista sul fatto che il Tanka riaprirà entro l’estate, anche perché la chiusura avrebbe un impatto terribile per le centinaia di persone che ci lavorano e sull’economia di Villasimius”, afferma Cau. Il direttore si aspetta una buona stagione per il 2018, sebbene ad aprire le danze non sarà quest’anno il weekend pasquale, per il quale non è atteso un picco di presenze a causa della collocazione molto alta sul calendario. “E’ evidente che non è pensabile una presenza turistica se la maggior parte delle strutture ricettive è chiusa, ed è lo stesso motivo per cui non è pensabile promuovere il golf tutto l’anno”, argomenta il direttore, che nei suoi trascorsi al Pevero Golf Club di Porto Cervo ha potuto osservare come una buona promozione possa far crescere anche i numeri di uno sport ancora così poco popolare in Italia. “La Sardegna non è strutturata per essere una destinazione invernale, ed è chiaro che se non c’è un’offerta completa di servizi tutto l’anno non può esserci una domanda e di conseguenza non è possibile sviluppare il turismo”, aggiunge Cau. In assenza di questa sovrastruttura, l’obiettivo del giovane direttore è quello di promuovere il golf anche a livello locale ed estirpare la convinzione che sia uno sport per soli ricchi. “E’ vero che esistono anche dei club estremamente esclusivi, ma è soprattutto una questione culturale – conclude Cau – e in questo senso al Tanka Golf Club riteniamo di essere molto competitivi, con promozioni dedicate a tutti quelli che vogliono imparare, tutto l’anno”.