Case Del Favero a S.Elia: “Da demolire? I problemi sono a monte” VIDEO

Parla chi a S.Elia convive da tanti anni con numerosi problemi negli appartamenti, tra muffa, infiltrazioni, impianto idrico ed elettrico malandati, fogne inefficienti e tanto altro. Alessandro Sorgia, Gruppo Misto: “Svariati anni fa i soldi c’erano per rimettere a posto quelle case popolari, troppa burocrazia e lungaggini, oggi si sceglie di demolire i palazzi, ma la gente vuole rimanere nel rione e c’è troppa confusione in tutta questa vicenda”. Guardate il VIDEO

Senza illuminazione, asfalto ormai andato da svariati anni (quel poco che era posato in strada è stato sostituito dalla ghiaia, ma con un epilogo disastroso), tra quei “palazzoni grigi” aleggia una sorta di anarchia dove chiunque, anche tra gli inquilini, sporca e fa ciò che vuole. Servirebbe rimettere ordine e legalità in quella borgata, ma è difficile. Sant’Elia capitolo secondo: parla chi abita nel complesso popolare Del Favero, tra le piazze Lao Silesu, Falchi e Demuro, dove ci sono in totale 250 appartamenti in poco meno di 40mila metri quadri. E la lista delle cose da risolvere è davvero lunga.

LA STORIA. Nel 2006 la Regione Autonoma della Sardegna nel 2006 stanziò la somma di trenta milioni di euro per la riqualificazione delle aree sulle quali sono stati costruiti i complessi Del Favero, Lame, le Torri e i due “Anelli” A e B, nel 2013 una delibera predisposta dall’allora assessore al Bilancio, Gabor Pinna spiegava che il Comune di Cagliari aveva acquisito le aree il 18 febbraio 2009 dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e si dava il permesso all’ente regionale di “accedere alle aree per la sola esecuzione delle operazioni connesse alla progettazione preliminare”, rimandando poi le fasi successive al “trasferimento ad Area del diritto reale sulle aree oggetto degli interventi”.

LA MOZIONE. Una situazione assurda – ha commentato il consigliere comunale del Gruppo Misto, Alessandro Sorgia, che ha presentato tra i banchi di palazzo Bacaredda una mozione sull’argomento: “Le strutture portanti delle palazzine evidenziano importanti cedimenti e crepe di assestamento che potrebbero influenzarne la staticità – si legge nel documento – ulteriori pericoli provengono sia dai pannelli di controsoffittatura esterna che vengono staccati stabilmente dal vento che dalle continue perdite di calcinacci relativi alle facciate esterne che mettono in costante pericolo l’incolumità dei passanti, oramai è divenuta inefficace l’impermeabilizzazione delle abitazioni, a causa di guaine bituminose oramai vecchie e bucate in più parti, che provocano infiltrazioni d’acqua continue che si diffondono su pavimenti, pareti e soffitti, con il proliferare di muffe varie, per non parlare della situazione degli impianti idraulici e elettrici è ormai obsoleta e non garantisce più la sicurezza degli abitanti. Una vasta area compresa tra il complesso abitativo ed il fronte mare – si legge tra le righe della mozione – risulta essere diventata una vera e propria discarica a cielo aperto, con la presenza di materiali vari, alcuni dei quali altamente inquinanti e nocivi per la salute di chi ci abita, quali ad esempio l’eternit”. 

AREA. “La situazione delle fogne è totalmente inefficiente – prosegue lo scritto del consigliere Sorgia – con liquami e puzza insopportabile, ormai presente nella quotidianità, con  Area, Abbanoa e Comune che si rimpallano le responsabilità, arrivando ogni tanto a soluzioni ed interventi tampone che non fanno altro che rimandare il problema di qualche giorno, una situazione il più delle volte rappresenta un vero e proprio pericolo igienico sanitario che viene per il momento trascurato anche dalla stessa Asl. Gli abitanti di piazza Falchi, Lao Silesu e Demuro sono esasperati, convivendo con escrementi e miasmi continui  all’ingresso di palazzi e garage e chiedono interventi definitivi, mentre raggiungere gli ingressi dei palazzi è quasi un’impresa, in particolare di notte al buio, in quanto non esiste l’illuminazione pubblica, le gran parte delle strade sono sterrate e pressoché impraticabili con la presenza di buche pericolose, con molti “chiusini” che risultano spaccati. Lo stato attuale delle abitazioni è totalmente avverso ad una condizione di vita civile e decorosa per chi le frequenta quotidianamente, tenendo nella debita considerazione che tra i residenti non pochi sono bambini, anziani e portatori di handicap”.

LE DEMOLIZIONI. “Qualche mese fa AREA ha deciso di “tamponare” il disagio ristrutturando i bagni solamente di alcune abitazioni, mentre alcuni palazzi non sono entrati nemmeno in appalto e che pertanto l’attuale situazione è quella della totale mancanza di omogeneità dei lavori, la situazione del quartiere S.Elia ed in particolare dei palazzi del “Favero” è diventata talmente difficile da gestire anche e soprattutto sotto il profilo economico, che si è giunti alla conclusione, stando a quanto prevede una delibera regionale con la quale AREA decide per la totale demolizione dei palazzi. In questo clima di totale confusione è chiaro ed evidente che la popolazione del quartiere si chiede quale sarà il futuro al quale andrà incontro, i residenti non intendono minimamente abbandonare il proprio quartiere a cui sono particolarmente legati né in via temporanea, né tantomeno in maniera definitiva. Per questo – conclude Alessandro Sorgia – ho chiesto al sindaco e alla giunta affinché vengano attivate con il Presidente e l’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione, apposite interlocuzioni con il coinvolgimento indispensabile dei rappresentanti del comitato di cittadini del quartiere di Sant’Elia, al fine di trovare insieme soluzioni definitive”.

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