Capoterra, la rabbia della figlia di Clementina Spalma: “Non perdonerò mai la fuga del pirata”

La madre è morta travolta da un’auto in viale Marconi, un 52enne è stato trovato e denunciato per omicidio: “Anche se investi un cane ti devi fermare. Tutti hanno parlato della morte di mamma, lui ha preferito nascondersi. Mi manca tutto di lei”

Ha chiesto a gran voce “verità e giustizia”, lanciando anche un appello su Casteddu Online insieme a una delle sue sorelle. Aurora Mascia, la figlia più piccola di Clementina Spalma, ha saputo dalla stampa della svolta sulle indagini per l’uccisione della madre. Un operaio cagliaritano di 52 anni è stato infatti identificato dalla polizia Municipale e, messo alle strette, ha confessato. Le indagini vanno comunque avanti per stabilire al cento per cento la sua colpevolezza. Tuttavia, quando gli agenti della Municipale si sono presentati a casa sua, oltre a “restare sorpreso” per la “visita”, ha anche detto che pensava “di aver investito un cane”. Dichiarazioni che fanno ribollire il sangue nelle vene della figlia di Clementina Spalma: “Anche se fosse stato un cane si sarebbe dovuto fermare, visto che si è accorto di aver sbattuto contro qualcosa. Non potrò mai perdonarlo per questo”, afferma la 18enne. “Certo, posso capire che, forse, a causa del buio non si sia reso bene conto di cosa fosse successo, ma proprio per questo motivo avrebbe dovuto controllare”. La mattina del tragico incidente, la notizia è uscita su tutti i giornali, e tra i primi a darla c’è stato Casteddu Online.

 

Il clamore mediatico, insomma, c’è stato. Ecco perchè Aurora Mascia, con la voce rotta dall’emozione e dalla rabbia, è netta nel sostenere che “l’uomo che dice di aver investito e ucciso mia madre ha avuto tutto il tempo per uscire allo scoperto e farsi vivo, invece ha preferito nascondersi. Mi manca tutto di lei”, afferma, “anche solo sentire la sua voce al telefono. Era mia madre, non un cane”.


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