La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime alcune parti della legge regionale di riorganizzazione sanitaria apre una fase di profonda incertezza per il Sistema Sanitario Regionale. Secondo USB Sanità, il pronunciamento della Consulta non è solo un passaggio giuridico, ma la conferma di criticità strutturali che da anni compromettono il diritto alla salute.
A lanciare l’allarme è Gianfranco Angioni, referente regionale di USB Sanità, che parla di un “punto di non ritorno”.
«È arrivato il momento di smettere di esitare e assumere decisioni chiare e responsabili. Questa sentenza certifica errori politici e amministrativi accumulati nel tempo. Nessuno può più nascondersi o cercare alibi», afferma Angioni.
Uno degli effetti più delicati della decisione della Corte riguarda il possibile reintegro dei direttori generali rimossi sulla base di norme ora dichiarate incostituzionali. Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di aggravare ulteriormente il disordine amministrativo già esistente, paralizzando la governance del sistema sanitario regionale.
Nel frattempo, il quadro assistenziale appare sempre più critico: ospedali sovraccarichi, liste d’attesa incompatibili con il diritto alle cure e Pronto Soccorso al limite della sostenibilità.
«Gli ospedali sono al collasso, le liste d’attesa sono insostenibili e i Pronto Soccorso sono ormai ingestibili. Non è possibile tenere in stallo un sistema così cruciale», denuncia Angioni.
Le maggiori sofferenze si registrano in numerosi servizi specialistici, tra cui oncologia, chirurgia, ortopedia, pneumologia, neurochirurgia, diagnostica e salute mentale, tutti segnati da gravi carenze di personale e risorse. Particolarmente critica la situazione della neurochirurgia, dove le liste d’attesa chirurgiche richiedono un urgente incremento di posti letto e di personale altamente qualificato.
Preoccupazioni crescenti arrivano anche dall’Ospedale Oncologico, dove i lavori per le nuove sale operatorie finanziate con 11 milioni di euro del PNRR procedono con estrema lentezza.
«Il progetto esecutivo resta di fatto sconosciuto e i lavori non avanzano. Questo sta incidendo pesantemente sui tempi di accesso alle cure, con conseguenze dirette sui pazienti», sottolinea il referente di USB Sanità.
Tra le priorità indicate dal sindacato figurano la riapertura degli ospedali chiusi o depotenziati, l’avvio immediato di assunzioni straordinarie, la stabilizzazione del personale precario e il rafforzamento degli organici. Fondamentale, secondo USB, anche il potenziamento della sanità territoriale e dei servizi di salute mentale.
«Servono investimenti urgenti su strutture, posti letto e servizi specialistici. Tutti gli attori istituzionali devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e dare concreta attuazione alla sentenza, per evitare il rischio di un commissariamento nazionale», conclude Angioni.
USB Sanità ribadisce infine il proprio impegno nella difesa della sanità pubblica, annunciando che continuerà a denunciare le criticità e a proporre soluzioni concrete per garantire cure tempestive, sicure e di qualità, aprendo una reale fase di ricostruzione e rilancio del sistema sanitario.










