Campi irriconoscibili nell’Oristanese: “Tutto sommerso, sembra una laguna”

Non vi sono quasi più zone che non siano state sommerse dall’acqua. In alcuni tratti, strade e campi sono irriconoscibili, indistinguibili. Una sola e unica laguna che si è venuta a formare dopo le ennesime, violente e incessanti piogge di questi giorni. Questo è lo stato in cui versano anche le campagne di Guspini, San Nicolò d’Arcidano e San Vero Milis

Non vi sono quasi più zone che non siano state sommerse dall’acqua. In alcuni tratti, strade e campi sono irriconoscibili, indistinguibili. Una sola e unica laguna che si è venuta a formare dopo le ennesime, violente e incessanti piogge di questi giorni. Questo è lo stato in cui versano anche le campagne di Guspini, San Nicolò d’Arcidano e San Vero Milis. “La situazione è allarmante” spiega Luca Frau, imprenditore agricolo, agromeccanico, socio e amministratore di una delle più grandi aziende agricole  di Guspini e della zona. Tra il Medio Campidano e l’Oristanese, Frau e i suoi soci lavorano circa 600 ettari di terreni. Il quadro della situazione lo ha, quindi, ben chiaro. “Quest’acqua ha provocato dei danni enormi, i campi sono completamente allagati. Noi ci occupiamo prevalentemente di mais e foraggio. Dopo una primavera molto piovosa, che ha compromesso i primi raccolti, ora ci troviamo innanzi a una situazione ancora ben più grave. Sarà pressoché impossibile raccogliere il prodotto perché entrare nei campi saturi d’acqua con i macchinari richiederà molto tempo. In questo periodo il prodotto che non si deteriorerà sarà di pessima qualità poiché i tempi di produzione non saranno rispettati. La semina, che doveva avvenire ai primi di novembre, slitterà, se tutto va bene a dicembre perché le terre devono avere il tempo e la possibilità di assorbire l’acqua. Questo comporterà un ennesimo ritardo per la produzione e una perdita consistente in qualità e in quantità”. La campagna cerealicola quindi continuerà a subire dei danni incalcolabili che coinvolgerà di conseguenza tutto il reparto agro-pastorale”. Ma le piogge non sarebbero l’unica causa di questo dramma. “I terreni sono invasi anche da rifiuti di ogni genere. L’incuria di canali e cunette hanno creato un tappo che non ha permesso alle acque di defluire regolarmente – spiega Frau – la Ss126 ieri era impercorribile a causa delle ceppaie abbandonate. Noi ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni poiché, per evitare quanto successo o, perlomeno per limitare i danni, sarebbe bastata una azione preventiva per liberare i canali dalle ostruzioni che, con la furia dell’acqua, sono state sparse tra strade e campi”.
Una situazione molto preoccupante quindi quella descritta da Luca Frau che specifica: “sono anche un volontario del 118 e per queste emergenze metto a disposizione il trattore con la botte per chiunque avesse bisogno di aiuto. Una delle situazioni più drammatiche l’ho riscontrata a San Vero Milis. La tromba d’aria dei giorni scorsi ha spazzato via anche interi campi di mais che erano pronti per la raccolta. Sono caduti chicchi di grandine grandi quanto pomodori”. Intanto il cielo è ancora nuvoloso e le previsioni per i prossimi due giorni non sarebbero molto rassicuranti. Sino a mercoledì la pioggia non dovrebbe abbandonare le zone già messe a dura prova.

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