Cagliaritano trovato morto in cella a Bancali, i parenti di Maurizio Mascia: “Vogliamo sapere cosa è successo”

Giallo sul decesso dell’uomo, gli agenti hanno parlato apertamente di suicidio. Ma i familiari non ci stanno, il loro legale Stefano Marcialis (nella foto): “Maurizio, a maggio, avrebbe avuto un’udienza decisiva per il trasferimento in una Rsa. Aveva problemi di salute, è stato disposto l’esame autoptico e presto può entrare in campo la Procura”


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Per gli agenti penitenziari e, successivamente alla loro nota, per la garante dei detenuti, la morte di Maurizio Mascia è un suicidio: “Ha utilizzato un laccio dei pantaloni e ha compiuto il gesto estremo dopo il rientro ieri sera da un ricovero ospedaliero”. Ma per i parenti del 52enne, originario di Cagliari e che, nella vita, ha trascorso svariati anni dietro le sbarre per vari reati, c’è qualcosa che non torna. Prima di tutto, vogliono sapere cosa sia realmente accaduto e per questo hanno messo in azione il loro legale, Stefano Marcialis: “Non abbiamo ancora saputo nulla, a parte la stretta comunicazione del decesso del mio assistito arrivata, con una telefonata, dal carcere. Sappiamo già che è stato disposto un esame autoptico e siamo intenzionati a nominare un nostro consulente”. Il legale chiarisce che i parenti sono intenzionati a volerci vedere chiaro, e che hanno avanzato dei dubbi sulla ricostruzione effettuata: “Il mio assistito, a maggio, aveva in programma una udienza decisiva, aveva la possibilità di essere trasferito in una residenza sanitaria assistita perchè ha dei problemi fisici. Martedì l’ho sentito per l’ultima volta, serve fare chiarezza sulla sua morte. La salma è al centro di medicina legale, è stato disposto l’esame autoptico e, in assenza di qualsiasi riscontro, è meglio attendere che la Procura di Sassari faccia chiarezza su quanto accaduto”.

 

 

 

 

“È inopportuno parlare di suicidio”, prosegue il legale. “La famiglia di Maurizio Mascia ha ricevuto chiamate dalla polizia giudiziaria e sono stati informati dell’eventualità dell’esame autoptico”. I segni trovati sul corpo del 52enne, stando alle comunicazioni mandate alla stampa, sembrano far propendere al suicidio: “Ma il fatto che sia nell’aria l’esame autoptico cambia tutto. Siamo pronti a nominare un nostro consulente tecnico se, eventualmente, sarà nominato dalla Procura un medico legale. Ora va evitata qualsiasi speculazione sul suo conto. Martedì era abbastanza provato dal punto di vista fisico, aveva problemi respiratori. L’indomani è stato ricoverato in ospedale”, poi è tornato in cella e sarebbe morto. “Vogliamo sapere cosa è successo, vogliamo avere chiarezza”. Suicidio? O il motivo della morte del cinquantaduenne di Cagliari è un altro? Se ne saprà di più solo nei prossimi giorni.