Il cronoprogramma parlava chiaro: bando per la progettazione entro dicembre scorso, gara per i lavori nella primavera 2025 e avvio del cantiere entro la fine di quest’anno. Oggi, però, nulla si è mosso. E intanto il Terrapieno di viale Regina Elena continua a essere uno dei luoghi più degradati di Cagliari.
Di giorno lo spettacolo è sconfortante: marciapiedi divelti, tratti di muro crollati, scritte vandaliche, rifiuti, erbacce ovunque. Un luogo che dovrebbe essere tra le passeggiate più suggestive del capoluogo, ai piedi del monumento simbolo di Cagliari, il Bastione, si presenta invece come un’area trascurata e abbandonata. Di notte la situazione peggiora: scarsa illuminazione, angoli completamente al buio, segnalazioni ricorrenti di presenze poco rassicuranti. I residenti chiedono da tempo più controlli, videosorveglianza e vigilanza, ma finora senza risposte concrete.
Emblematica la scaletta che collega il Terrapieno a via San Saturnino: senza luce da mesi, costringe chi la percorre la sera a usare la torcia del cellulare per evitare di inciampare tra gradini sporchi e maleodoranti, trasformati in un orinatoio a cielo aperto.
Eppure il progetto di riqualificazione esiste ed è ambizioso. L’intervento riguarda l’intera passeggiata di viale Regina Elena, da piazza Costituzione ai Giardini Pubblici, quindi tutta la parte bassa di Villanova. Il piano prevede il rifacimento della pavimentazione, un nuovo impianto di illuminazione, la sistemazione del verde e l’installazione di arredi urbani, con l’obiettivo di restituire decoro e sicurezza a una delle zone più amate dai cagliaritani.
Le risorse stanziate sono rilevanti: almeno 19 milioni di euro provenienti dai fondi europei, cifra che potrebbe anche aumentare in base agli sviluppi progettuali.
L’obiettivo dell’amministrazione è ora anticipare l’apertura dei cantieri dal previsto ottobre 2027 al 2026. Un’accelerazione che, però, al momento non ha ancora prodotto effetti visibili.
Così il Terrapieno resta sospeso tra promesse e attese. Da un lato un progetto da quasi venti milioni di euro che punta a trasformarlo radicalmente; dall’altro una realtà quotidiana fatta di degrado, insicurezza e abbandono di una zona nelle mani dei parcheggiatori abusivi, una piazza del Carmine bis salvata però da bar e negozi a pochi metri di distanza. In mezzo, i cittadini che continuano ad aspettare che uno dei simboli della città torni finalmente a essere ciò che era: una passeggiata panoramica, viva e sicura, affacciata sul mare.











