Cagliari, nuove torri e case popolari al Cep. Residenti in rivolta: “Basta cemento, vogliamo il parco”

Protestano gli abitanti delle vie Talete, Avogadro, Keplero e Telesio che contestano l’esuberanza delle nuove edificazioni in arrivo nel rione: “Soffocano le case a 2 piani e il convento di san Giuseppe. Sì al collegamento con l’oasi di Terramaini”

Case popolari e due nuove torri al Cep. E poi edilizia residenziale, villette e un parco con orti e aree sportive. Tutto nel piano attuativo Santu Nicolau tra via Volta e via Ferraris. Ma i residenti protestano: le torri sono troppo alte e cemento non ne vogliono. Chiedono invece che le aree vengano utilizzate per ampliare il parco di Terramaini e collegarlo con l’area del convento di san Giuseppe.

Arriva in consiglio comunale il piano attuativo delle ditte Eredi Mannatzu, Società Victory srl e altri per l’area tra via Vesalio, via Volta e via Ferraris. La proposta prevede un comparto destinato a edilizia privata con villette a schiera (a due piani in continuità tipologica con le case di via Telesio). Un altro che ospiterà un parcheggio e verde, un terzo che prevede due edifici a torre in continuità tipologica con il vicino quartiere Cep (per il quale è indicata la possibilità di utilizzazione per housing sociale) e un ultimo dove è prevista la realizzazione di fabbricati destinati a edilizia agevolata (torri di quattro piani). In totale circa 45 mila mc di cemento.

È  prevista la possibilità di realizzare impianti privati d’uso pubblico e la realizzazione di tre aree distinte: la prima con destinazione orti sinergici, la seconda con destinazione sportiva con una superficie coperta di 200 mq per spogliatoi (accanto alla chiesa di Santa Maria del Suffragio), deposito di attrezzature, ufficio amministrazione e area ristoro; la terza è destinata a verde piantumato.

Ma gli abitanti non ci stanno. I residenti della vie Keplero, Telesio, Talete e Avogadro hanno protestato e presentato osservazioni al Comune messe nero su bianco. Contestano il  numero di abitanti insediabili pari a 444,97, ritenuto “eccessivo in relazione alla costante diminuzione di residenti in città”, così come l’impatto che avrebbero le nuove volumetrie rispetto al “Convento di San Giuseppe” e alle villette a schiera esistenti, essendo previste 3 palazzine di oltre 4 piani e altre 2 palazzine.

E gli abitanti propongono un progetto alternativo: realizzare nell’area una prosecuzione del Parco di Terramaini. Inoltre il piano attuativo è considerato non conforme al Ppr e questo perché in virtù della sua espansione di 5 ettari, sarebbe troppo vasto per essere considerabile come superficie interclusa e pertanto “la pianificazione non può prescindere dall’adeguamento del PUC al PPR”. Gli abitanti hanno chiesto la verifica dell’assolvimento degli oneri fiscali in materia di ICI e IMU da parte dei lottizzanti

Il Comune ha risposto, in merito ai dubbi sulla compatibilità degli impatti delle nuove volumetrie con l’ok del Servizio Tutela del paesaggio della Regione. Condivide tuttavia il passaggio della verifica dei pagamenti delle imposte comunali. E assicura che farà in modo che lo spazio del piano attuativo riservato a parco urbano dovrà avere  una prevalenza di superfici di uso pubblico di libera fruizione “limitando le recinzioni perimetrali a quelle strettamente necessarie alla sicurezza e alla funzionalità di strutture e impianti destinati allo sport e alle attività ludico-ricreative consentite”.

Oggi il progetto ha avuto il via libera della commissione Urbanistica (3 sì e 5 astenuti). Domani il voto in consiglio comunale.

 

 


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