“A Cagliari solo tirocini non pagati. Qui a Malta il lavoro vero”

Giuseppina Manca, giovane sarda laureata in Architettura. Dopo la tesi tanti tirocini non retribuiti (“non riuscivo a pagarmi le spese di soggiorno a Cagliari”. Ora è assunta in uno degli studi più noti di Mosta a Malta

A Cagliari solo tirocini non retribuiti. Poi va a Malta e viene assunta in poco tempo in uno degli studi più noti dell’isola. Una storia comune a quella di tanti giovani sardi volenterosi e preparati, costretti a emigrare per vivere dignitosamente. Un fenomeno che impoverisce la Sardegna a causa dell’espulsione di giovani validi innamorati dell’Isola.

Giuseppina Manca è nata a Nuoro nel 1985. Trascorre l’infanzia a Sedilo, il paese dell’Ardia, prima degli anni da fuorisede a Cagliari fino alla laurea in Ingegneria Edile Architettura che arriva nel 2011 dopo anni di sacrifici. Il luogo dove si nasce, di solito, è il più bello del mondo. E’ così anche per Giuseppina che però deve abbandonare al Sardegna

“Sono emigrata”, racconta Giuseppina, “perché nonostante amassi tantissimo la Sardegna non ho trovato un lavoro soddisfacente con cui sfruttare i miei studi. Oltretutto essendo giovane (5 anni fa avevo 27 anni) avevo voglia di viaggiare conoscere nuovi posti e soprattutto imparare l’inglese”.

Tanti i cv spediti e tanti i colloqui a Cagliari. “I colloqui che sono riuscita a fare erano tramite conoscenze ma tutti mi hanno proposto tirocini non retribuiti. E alla fine ho fatto per ben un anno un tirocinio in cui mi pagavano una miseria (non riuscivo neanche a pagarmi le spese a Cagliari in quanto fuori sede. Nonostante fosse un tirocinio dovevo sbrigare un bel po’ di cose ( mi occupavo anche delle pratiche negli uffici tecnici del comune di Cagliari e Regione) e dopo un anno nonostante la mia esperienza fosse arricchita e abbia imparato un sacco di cose la retribuzione era sempre la stessa”.

E Giuseppina decide di partire.

“Ho fatto la domanda per un programma di tirocinio Leonardo e ho scelto come sede Malta perché volevo imparare l’inglese”, aggiunge, “qui ho fatto un tirocinio di tre mesi (retribuito di più di quanto lo fosse quello a Cagliari) un uno studio nella città di Mosta.

Lo studio devo lavoravo nonostante la mia difficoltà con la lingua apprezzò il mio operato e mi propose un contratto che accettai. E intanto ho fatto per due anni dei corsi di inglese (finanziati dal governo di Malta quindi quasi gratuiti”.

A Malta il lavoro non manca: “Ci sono molte più possibilità di lavoro rispetto all’Italia. Il tasso di disoccupazione è bassissimo, anche se gli stipendi sono un po’ bassi nonostante il costo della vita sia in aumento. Qui poi c’è un ambiente multiculturale. Ci sono tanti stranieri ed è una bella esperienza vivere a contatto con persone di diversi paesi del mondo”.

Ma Giuseppina, architetto e anche traduttrice di spagnolo e inglese, spera un giorno di tornare in Sardegna. “Mi manca tantissimo. Mi mancano la mia famiglia, i miei amici e la cucina sarda. Se trovassi un lavoro tornerei. Anche a fare la traduttrice o a insegnare l’inglese ai bimbi della Sardegna”.


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