Cagliari, taglio del nastro per il murale regalato dai migranti: “Così si favorisce l’integrazione”

Trentacinque metri di colori nel muro di via Grandi, balli e canti all’inaugurazione dell’opera frutto dell’impegno di un gruppo di giovani migranti: “Abbiamo anche cantato tutti insieme ‘No potho reposare’. Solo con la conoscenza si può superare la diffidenza verso chi arriva da lontano”

Il murale realizzato da un gruppo di giovani migranti è stato finalmente e ufficialmente regalato a tutta la città di Cagliari. I trentacinque metri di forme e colori “addobbato” la via Grandi, grazie al progetto “Tottus impari”, finanziato dalla Regione e svolto sotto la supervisione e con l’aiuto dell’associazione di volontari di San Gavino Monreale “Skizzo” (autrice della bellissima foto dell’articolo), il professore muralista Riccardo Pinna e la coordinatrice Alessandra Medda di Ciofs-Fp Sardegna. Una grande festa “di colori, di musica e di integrazione”, osserva, felice, la Medda. Alcuni dei giovani africani si sono anche messi a suonare “tutta una serie di musiche tipiche africane e, alla fine, anche ‘No potho reposare’, una canzone che conoscono benissimo. Ringrazio di cuore anche l’assessorato regionale Alessanza Zedda per aver creduto in questo progetto ed aver presenziato quando abbiamo scoperto la targa celebrativa del murale”. Il percorso dei giovani migranti va avanti: ognuno di loro sta seguendo corsi di formazione individuali e, un domani, potranno svolgere dei tirocini lavorativi presso alcune aziende presenti in Sardegna.

 

“Sono molto orgogliosa, è anche grazie a simili iniziative che si favorisce l’integrazione e la conoscenza degli altri”, afferma la coordinatrice del progetto. “La diffidenza e la paura verso chi arriva da un’altra realtà e ha un’altra cultura sono tutti fattori che si possono superare con l’avvicinamento e l’ascolto”.


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