Cagliari, taglio dei pini in viale Buoncammino: maxi multa a 3 dirigenti del Comune e a un impresario

Le piante erano pericolanti, ma per i giudici serviva prima il via libera della Soprintendenza. Scattano i decreti di condanna per alterazione delle bellezze naturali vincolate e la sanzione da 14 mila euro. Ecco i nomi.


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Alterazione delle bellezze naturali vincolate e opere realizzate in assenza del via libera paesaggistico da parte della Soprintendenza. Queste le due violazioni contestate dal pm Giangiacomo Pilia nell’ambito della vicenda del taglio dei pini di viale Buoncammino del 2020. Un intervento costato un decreto di condanna e una multa da 14 mila euro a carico di Andrea Fenu (direttore esecutivo del Servizio comunale del Verde pubblico), Paolo Malavasi (dirigente del servizio Parchi) e Salvatore Farci (oggi dirigente dell’Edilizia privata) e Giuseppe Ariete, rappresentante dell’azienda che aveva effettuato i tagli. La notizia, con maggiori dettagli, sul quotidiano L’Unione Sarda oggi in edicola.
Gli alberi erano pericolanti, ma prima dell’intervento serviva il via libera della Soprintendenza (arrivato solo successivamente). I legali dei dirigenti comunali e dell’impresario sono al lavoro per il ricorso.
L’associazione ambientalista Gruppo di Intervento giuridico, che nel 2020 aveva protestato per il taglio dei pini, chiede ora maggiori attenzioni per i tagli previsti in viale Diaz e via Borgo Sant’Elia “tutelati con vincolo storico-culturale”, e i prossimi in viale Buoncammino e viale Calamosca “tutelati anche con vincolo paesaggistico, quindi qualsiasi intervento dev’essere preceduto dalle specifiche vincolanti autorizzazioni, in carenza sono previste sanzioni penali e amministrative e possono essere integrati estremi di danno al patrimonio pubblico”.
Non si può tralasciare, inoltre”, aggiunge Stefano Deliperi del Grig, “il fatto che le verifiche appropriate sullo stato di salute e la stabilità degli alberi non possono limitarsi alla metodologia V.T.A. (Visual Tree Assessment), ma ad essa deve seguire una successiva analisi più approfondita, per esempio mediante la tomografia ultrasonica tridimensionale, che consenta di verificare nel concreto eventuali lesioni e statica. Il GrIG auspica un’adeguata gestione del patrimonio arboreo e il più scrupoloso rispetto della legalità, necessario per la tutela dei nostri beni ambientali e culturali”.


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