Maltrattamenti in famiglia, condanna a tre anni: sentenza che fa giurisprudenza
CAGLIARI – Una condanna a tre anni e 6 mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia, più un risarcimento danni con una previsionale di 6000 euro, segna un passaggio rilevante nella giurisprudenza del Tribunale di Cagliari. Il giudice monocratico ha riconosciuto la piena responsabilità penale di M.P., imputato per una lunga serie di condotte vessatorie e violente ai della compagna convivente, E.D., ritenute idonee a integrare il delitto previsto dall’articolo 572 del codice penale.
Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, l’uomo avrebbe sottoposto la vittima a un clima di sistematica sopraffazione, fatto di insulti quotidiani, minacce, aggressioni fisiche e umiliazioni reiterate nel tempo. Un comportamento che, secondo l’accusa, avrebbe compromesso in modo grave e duraturo l’integrità fisica e psicologica della donna, rendendo la convivenza dolorosa e insostenibile.
La parte offesa, assistita dall’avvocato Anna Maria Busia, ha denunciato una condizione di costante soggezione, confermata dagli elementi raccolti nel corso delle indagini e ritenuti pienamente attendibili dal giudice.
La sentenza di primo grado ha valorizzato non solo la continuità delle condotte, ma anche il contesto familiare in cui esse si sono consumate. In particolare, il Tribunale ha ritenuto aggravante la presenza dei figli minori, esposti a un ambiente domestico caratterizzato da violenza e tensione costante, elemento che ha inciso in modo determinante sulla quantificazione della pena.
L’entità della condanna, considerata significativa dagli operatori del diritto, rappresenta un precedente importante nel panorama giudiziario locale, confermando una linea di crescente severità nei confronti dei reati commessi all’interno delle mura familiari. Un segnale chiaro della volontà di contrastare con fermezza ogni forma di violenza domestica.









