Senzatetto accampati anche sotto i portici di viale Merello. È l’ennesima segnalazione arrivata dai residenti, che da settimane convivono con persone costrette a dormire all’aperto, riparate alla meglio dal freddo e dalla pioggia. Una presenza ormai stabile, che non riguarda più solo le periferie o alcune zone del centro storico, ma si estende a macchia d’olio in diversi quartieri della città.
Viale Merello si aggiunge così a un elenco sempre più lungo: via Roma, l’ex Cariplo, la galleria Ormus tra Sant’Alenixedda e via Dante, fino ai sottoponti dell’asse mediano. Proprio la galleria Ormus, un tempo passaggio elegante e animato da negozi e locali, è oggi il simbolo di un degrado che i residenti definiscono insostenibile. Decine di senzatetto dormono davanti agli ingressi dei palazzi, avvolti nei sacchi a pelo, spesso accompagnati da cani. Di giorno si spostano per la città chiedendo l’elemosina, di notte tornano negli stessi rifugi di fortuna.
A esasperare chi vive nella zona non è solo la presenza costante, ma anche le condizioni igieniche. Sporcizia, cattivi odori e l’uso dei mastelli della raccolta differenziata come servizi improvvisati sono tra le criticità più segnalate. «Non è più una situazione tollerabile», raccontano alcuni residenti, che chiedono interventi rapidi e concreti. Il disagio è doppio: da una parte la sofferenza evidente di chi vive in strada, dall’altra la difficoltà quotidiana di chi si sente abbandonato dalle istituzioni.
Il problema, però, non sembra avvicinarsi a una soluzione. Anzi, rischia di acuirsi dopo l’abolizione del divieto di accattonaggio e bivacco, cancellato dal regolamento comunale il 10 dicembre scorso. Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito politico e sociale in città. Per alcuni si tratta di un atto di civiltà e di rispetto verso le persone senza dimora; per altri è il segnale di una resa, che lascia irrisolto un fenomeno sempre più visibile.
La norma eliminata era stata introdotta nel 2023 e prevedeva sanzioni e ordini di allontanamento. La maggioranza di centrosinistra ha deciso di fare un passo indietro, sostenendo che la marginalità non si affronta con multe o divieti, ma con politiche sociali, accoglienza e servizi. Una posizione che richiama i principi di uguaglianza e non discriminazione, ma che si scontra con una realtà quotidiana fatta di accampamenti, proteste e convivenze forzate.













