Mattinata di tensione davanti alla Prefettura di Cagliari, dove i lavoratori dello stabilimento Bekaert di Macchiareddu sono scesi in piazza insieme ai sindacati per chiedere risposte sul futuro dell’azienda.
Alla mobilitazione, organizzata da Fiom Cgil, Fsm Cisl e Uilm Uil, hanno partecipato decine di operai con bandiere e striscioni. Una delegazione è stata ricevuta in Prefettura per un incontro durato fino alle 12.30, ma resta forte la preoccupazione per una vertenza che potrebbe avere pesanti ricadute occupazionali.
Al centro della protesta, la decisione della multinazionale – annunciata lo scorso settembre – di mettere in vendita lo stabilimento, attivo da oltre cinquant’anni nella produzione di cordicelle in acciaio per pneumatici. Una scelta che, secondo i sindacati, rischia di trasformarsi in una chiusura mascherata.
“Si parla di una perdita potenziale di circa 300 posti di lavoro”, denunciano i segretari territoriali, sottolineando come, nonostante alcune manifestazioni di interesse, non esistano certezze sull’arrivo di un acquirente.
Il tempo stringe: il termine fissato per il passaggio di proprietà è settembre. Senza sviluppi concreti, il rischio è quello di una cessazione definitiva dell’attività produttiva.
Ora l’attenzione è puntata sull’incontro previsto nei prossimi giorni al Ministero, dove sarà presente anche il management europeo dell’azienda. I sindacati chiedono un intervento urgente delle istituzioni per salvaguardare i livelli occupazionali e garantire un futuro ai lavoratori.
“La Sardegna non può permettersi di perdere un sito produttivo con mezzo secolo di storia – avvertono – non è solo una vertenza aziendale, ma una vera emergenza sociale”.










