Cagliari, l’addio al veleno della Piroddi: “Non ho parenti o amici nelle associazioni come tanti consiglieri”

“Alcuni hanno strumentalizzato sull’associazione che ho creato, ma non ho parenti, mariti o amici nelle associazioni come la gran parte di persone che siedono in quei banchi”

“Trovarmi sui giornali mio malgrado perché mi ci hanno fatto finire è stato non molto edificante per tutta la classe politica. Questo non passerà alla storia come qualcosa di edificante”. Paola Piroddi, ex assessora alla Cultura, cacciata dal sindaco Truzzu “perché è venuta meno la fiducia”, si sfoga a Radio Casteddu.

“Io rispondo alla città non alle associazioni”, ha dichiarato, “alcuni hanno strumentalizzato sull’associazione che ho creato, ma non ho parenti, mogli o mariti nelle associazioni come la gran parte di persone che siedono in quei banchi. Io ora mi siedo molto umilmente dall’altra parte e mi auguro che la città abbia le attenzioni che merita. Abbiamo fatto un lavoro di ricerca importante per ridare gli spazi chiusi alla città, stavamo avviando un grande lavoro sul coinvolgimento dei percettori del redditi di cittadinanza e con l’assessore Tack sullo sport nei parchi.

Purtroppo è passato un messaggio sbagliato. Cioè che io abbia denunciato un consigliere. Io invece mi sono confrontata un legale perché da 7 mesi subisco pressioni assieme il mi staff. Il mio legale mi ha detto che c’erano estremi per intervenire e ha rilevato atteggiamenti non consoni e scorrettezze e ha spedito una lettera molto serena, dove invitata il consigliere nel suo studio per vederci, parlare e rimettere le cose a posto. Non ho mai denunciato nessuno e non mi sono mai sottratta alle interrogazioni, ero la più interrogata e non mi sono mai sottratta alle mie responsabilità, ci ho sempre messo la faccia e non h mai nascosto nulla. Le interrogazioni si fanno su verità e non su presupposti sbagliati, un consigliere ha l’obbligo di dire la verità ai suoi concittadini.

Se il presidente Solinas ha sempre creduto in me è perché non vivo da logiche di potere, ma provengo dal mondo del lavoro. Sono una grande lavoratrice una che non si risparmia e che non ha pura di portare avanti le cause giuste e i tempi mi hanno sempre dato ragione per rispondere alle telefonate di solidarietà ho ricaricato il telefono più volte”.

Risentite qui l’intervista del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu
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