Piazza del Carmine spettrale, viale Trieste deserta: un pezzo del cuore di Cagliari non riesce a rinascere e che fa fatica a ritrovare identità, vitalità e sicurezza.
Le promesse di rilancio si sono susseguite negli anni: progetti di riqualificazione, interventi annunciati, idee per restituire alla piazza un ruolo centrale nella vita urbana. Ma a guardarla oggi, piazza del Carmine resta un luogo sospeso, lontano dall’essere uno spazio vivo e attrattivo. La presenza costante delle forze dell’ordine racconta da sola il clima che si respira. Polizia e pattuglie presidiano l’area quasi stabilmente, segno di una situazione che continua a richiedere attenzione. La piazza, stabilmente occupata da gruppi di extracomunitari e teatro di piccoli episodi di degrado e tensione, non è diventata quel luogo accogliente che molti immaginavano dopo i vari annunci di rilancio: finite le manifestazioni di piazza dell’estate tutto è tristemente tornato come prima.
Il risultato è uno spazio urbano che i turisti attraversano rapidamente e che molti cagliaritani preferiscono evitare. Non un belvedere, non una piazza da vivere, ma una zona percepita come problematica, lontana dall’immagine di città mediterranea vivace e curata che Cagliari vorrebbe raccontare.
Anche viale Trieste, a pochi passi, mostra i segni di questa difficoltà. Una strada che un tempo era uno dei principali assi commerciali della città oggi appare spesso vuota, con negozi chiusi e un flusso pedonale ridotto rispetto al passato, devastata da cantieri che l’hanno snaturata e isolata. La sensazione diffusa tra residenti e commercianti è quella di un quartiere rimasto indietro. Non mancano iniziative e tentativi di rilancio, ma finora non sono bastati a invertire davvero la rotta.
Piazza del Carmine e viale Trieste restano così un nodo irrisolto nel cuore di Cagliari: un luogo ricco di storia e potenzialità che continua ad attendere una rinascita concreta, oltre le promesse.











