Cagliari piange Pierluigi e Matteo, folla alla fiaccolata per i poliziotti uccisi a Trieste

Bambini, famiglie e tantissimi agenti, tutti commossi nel ricordo dei due poliziotti uccisi a Trieste. L’appello del cappellano, don Cocco: “Perdonare sempre, deve vincere la logica dell’amore”. Il questore, Pierluigi d’Angelo: “Tantissimi messaggi di vicinanza dai cagliaritani, grazie”. GUARDATE il VIDEO

È stato il momento del silenzio e delle preghiere anche a Cagliari, nel giorno dei funerali di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, i due poliziotti uccisi oltre una settimana fa a Trieste. Centinaia di cagliaritani, fiaccola tra le mani, hanno deciso di omaggiare i due servitori dello Stato, raccogliendo l’invito del sindacato di polizia del Sap: “Venite e ricordiamo tutti i nostri due ragazzi”. C’è stato il momento delle parole – tutte piene di commozione, soprattutto da parte dei bambini -. Prima, don Eugenio Cocco, cappellano della polizia, invita al “perdono, è difficile ma è necessario. Dobbiamo insegnare che c’è la logica dell’amore”, fondamentale “per i cristiani che vivono anche la dimensione del proprio lavoro come sacrificio. Anche noi ci saremmo potuti trovare nella stesa situazione di Pierluigi e Matteo, questa vuole essere un’occasione per una riflessione e un’attestazione di affetto nei confronti dei nostri due ragazzi”, dice il don durante la diretta Facebook di Casteddu Online. Un Padre Nostro e un Eterno Riposo, recitato a voce alta da tutti, “scalda” ancora di più i cuori in una sera di metà ottobre decisamente fredda.

 

Poi, alla fine, prende la parola anche il questore di Cagliari, Pierluigi D’Angelo: “Ho ricevuto tantissime attestazioni di vicinanza e di stima dai cagliaritani, li ringrazio. La cittadinanza ci è stata vicina. Tra i presenti ci sono tantissimi poliziotti”, afferma D’Angelo, mentre stringe in una mano il microfono e nell’altra una candela. “Ho perso uno dei miei collaboratori, vi assicuro, nonè una bella sensazione. Grazie ancora, ringrazio tutta la città di Cagliari”.

 

nella stesa condizone ci posiamo anche noi, occasione non semplcie manfiestazione di riflessione maa nche atrestazione di afetto per queti due ragazzi. è difficile perdonare, ma per i cristiani che vivono dimensine del lavoro cme sacrifici, ensdno eprevedendo momenti dle gnere di soff, dobibmao cntemplare e pensre a ns lavoro di plziai come offerta e donazione, difficile ma è necesairo, isnegnar altra logica non vielna ma amore .