Bimbo di 13 anni morto a Quartu, medici condannati: 800mila euro ai genitori

L’intervento alla schiena, poi la broncopolmonite: Manolo Porcu muore nel 2005 nella Casa di cura Sant’Elena e, da allora, il padre e la madre iniziano una lunga battaglia. Il tribunale civile condanna 3 specialisti a un maxi risarcimento: “Finalmente abbiamo avuto giustizia, ma i soldi non ci restituiranno nostro figlio”

Quattordici anni di battaglie legali con, anche, un'”interruzione”, per quella morte che, per loro, non poteva essere arrivata per caso. Una coppia di Capoterra – Pino Porcu, 52 anni, e la moglie Gigliola Pala di cinquanta – è riuscita “ad ottenere giustizia”. Il loro figlio, Manolo, muore il 19 novembre del 2005: aveva subìto un intervento alla schiena e, poi, una volta uscito dalla sala operatoria, gli era venuta una broncopolmonite che non gli ha lasciato scampo. Succede tutto nella Casa di cura polispecialistica Sant’Elena – che fallirà cinque anni dopo -. La causa civile contro il “gruppo” dei medici inizia nel 2009, dopo che i giudici archiviano la porzione del penale. Ieri, dopo dieci anni, il tribunale di Cagliari (sezione civile) ha condannato il chirurgo Pierpaolo Mura, la radiologa Stefania Schirru e l’anestesista Marco Manca a dover risarcire con quasi ottocentomila euro i due genitori. Soldi che devono arrivare dalle assicurazioni professionali stipulate dai tre: 376798 euro al padre e 388761 alla madre del tredicenne morto.

 

L’avvocato difensore della coppia, Roberto Schioccola, è felice: “L’esito ci soddisfa, si tratta di una causa lunga dieci anni. Con riferimento alla posizione del chirurgo sottolineo che non è mai stato contestato il suo intervento alla schiena del piccolo, eseguito a regola d’arte, ma la sua tipologia. Il tredicenne soffriva di una sindrome particolarmente difficile da trattare a livello fisico e psicologico, è sbagliato aver voluto eseguire l’intervento in una clinica privata senza poter fare affidamento ad un reparto di terapia intensiva, visto che non c’era”. Di parere opposto le dichiarazioni di Alberto Cocco Ortu, legale di Pierpaolo Mura: “Nel procedimento penale il mio assistito è stato prosciolto e anche in sede civile viene riconosciuto che l’intervento è riuscito. Leggerò la sentenza appena sarà depositata e poi mi incontrerò subito con i miei colleghi avvocati che difendono gli altri due medici per capire come imbastire l’appello. Molto probabilmente faremo ricorso”. A sentenza avvenuta parla anche Pino Porcu, papà di Manolo: “Io e mia moglie non abbiamo mai mollato, per noi è una vittoria anche se, purtroppo, i soldi non potranno mai restituirci nostro figlio”.


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