Non sarà solo uno stadio. Il nuovo impianto di Cagliari nasce con un’ambizione più ampia: diventare la più grande arena open air della Sardegna e cambiare, una volta per tutte, il ruolo dell’isola nel circuito dei grandi eventi. Concerti, spettacoli e turismo non saranno più un’occasione mancata, ma una parte strutturale dell’economia cittadina.
Con una capienza che arriva a 22.500 spettatori per i grandi live, la nuova struttura segna una discontinuità netta con il passato. Per decenni Cagliari ha pagato l’assenza di spazi adeguati, vedendo i grandi tour fermarsi sulla penisola. Ora lo scenario cambia: l’isola entra finalmente nella mappa dei concerti che contano.
Oltre 20mila posti per le partite e una configurazione pensata per ospitare produzioni musicali complesse collocano il nuovo stadio in una fascia fino a oggi inesplorata in Sardegna.
È una dimensione che permette di dialogare con i grandi promoter nazionali e internazionali, offrendo una venue moderna, efficiente e competitiva. Non un’alternativa di ripiego, ma una scelta strategica.
Il tempismo è tutt’altro che casuale. Il mercato dei concerti in Italia vive una fase di espansione continua. Negli ultimi anni il pubblico è cresciuto, così come la spesa media per biglietto. Il risultato è un settore che ha superato la soglia del miliardo di euro di valore e che continua ad attirare investimenti.
In questo contesto, gli stadi sono diventati il fulcro dei grandi eventi. Oggi ospitano la maggioranza dei concerti con le presenze più alte, trasformandosi in spazi polifunzionali capaci di generare economia ben oltre il calcio.
La Sardegna, fino a oggi, è rimasta ai margini di questo sistema. Non per mancanza di pubblico o di appeal, ma per l’assenza di un’infrastruttura adeguata. Il nuovo stadio di Cagliari nasce proprio per colmare questa lacuna storica.
La sua forza sta anche nella posizione: un’isola che è già una meta turistica affermata diventa improvvisamente ancora più attrattiva per artisti e organizzatori. Un concerto a Cagliari non è solo una data in più, ma un’esperienza che unisce musica, viaggio e paesaggio.
I grandi tour si concentrano soprattutto nei mesi estivi, lo stesso periodo in cui la Sardegna registra il picco di presenze turistiche. Il nuovo stadio intercetta questo flusso e lo trasforma in valore: alberghi, ristoranti, trasporti e servizi beneficiano direttamente degli eventi.
Non solo. La possibilità di programmare spettacoli anche fuori dall’alta stagione apre la strada alla destagionalizzazione, uno degli obiettivi più difficili – e più ambiti – per l’economia dell’isola.









