Cagliari, multato in piazza Yenne per i tavolini in zona rossa: “Non me ne pento, lo rifarei altre mille volte”

Ha fatto accomodare clienti nella sua pizzeria in piazza Yenne, Pulcinella, il 25 aprile. Giancarlo Farci dovrà pagare 400 euro di multa: “Ho voluto dare un input, aprendo il giorno della Liberazione, ho partecipato a tutte le manifestazioni delle magliette bianche: ho moglie e due figlie da mantenere, lo Stato vuole che paghi le tasse ma non mi fa lavorare. Apro solo per l’asporto per salvare i miei 4 dipendenti”

“Sì, sono stato multato perchè il 25 aprile ho messo 4 tavolini fuori e 4 dentro il mio locale, Pulcinella, in piazza Yenne”. Giancarlo Farci, 46 anni, è il ristoratore che oggi ha ricevuto la multa di 400 euro direttamente dagli agenti della polizia. Gli stessi che, nel giorno della Liberazione, avevano notato clienti seduti nei suoi tavolini intenti a mangiare, “una decina, peraltro tutti privi di mascherina”. La sanzione è stata una conseguenza per la mancata osservazione delle regole della zona rossa, e il locale potrebbe anche essere sbarrato. “Sono stato multato e non me ne pento, lo rifarei altre mille volte ma non da solo, bensì insieme ai miei colleghi della piazza. Il mio è stato un input, aprire totalmente il giorno della Liberazione, anche se la liberazione per noi ristoratori dov’è? Siamo chiusi da troppo tempo, sto tenendo aperto solo con l’asporto per non mandare in cassa integrazione i miei 4 dipendenti, per me sono come figli. Farò ricorso per la multa e metterò in mezzo il mio avvocato se mi faranno chiudere la pizzeria per qualche giorno”, promette Farci.
“Perchè c’è chi può lavorare e chi no? Ho meno diritti di un giornalista o di uno che gestisce un autogrill? Non ho niente contro le Forze dell’ordine, fanno il loro lavoro ed è giusto. Sono io che non posso più fare il mio, come vorrei, da oltre un anno per colpa del Covid. Ho due figlie e una moglie, che lavora come estetista, da mantenere. Lo Stato non mi ha mica tolto le tasse, gli incassi sono crollati del 60 per cento. Devo pur mangiare anche io”.


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